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La controversa artista giapponese ROKUDENASHIKO espone e parla a un dibattito ospitato dalla LADY TECH GUILD

La scorsa settimana, un dibattito molto coinvolgente si è tenuto presso l’Eyebeam Center for Art & Technology, situato nelle vicinanze di Sunset Park a Brooklyn, New York, che ha avuto tra i protagonisti l’artista nipponica Rokudenashiko. In concomitanza con la mostra di due settimane chiamata To Scale, un’esposizione di dieci progetti artistici basati sul concetto di scala, c’è stato un incontro ospitato dalla Lady Tech Guild, un collettivo creativo di professioniste ed esperte di tecnologia che lavorano come artiste 3D, designer, biohacker, educatrici e imprenditrici all’ interno del mondo 3D.

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Formata nel 2013, la Lady Tech Guild è un’organizzazione che lavora per il miglioramento delle donne attraverso la connessione alle nuove tecnologie e tra di loro, ospitando spesso incontri informali dove i membri possono scambiarsi suggerimenti e risorse. Il collettivo è stato fondato da un gruppo di nove professioniste dell’innovazione mosse dall’ obiettivo di coinvolgere creativamente altre donne nelle tecnologie emergenti. Molte di queste sono state molto attive nel corso delle varie tavole rotonde.

IMG_20160519_210707-340x255Per il suo dibattito più recente l’associazione ha ospitato una persona che senza dubbio, è stata negli ultimi tempi circondata da molte polemiche ed elogi per il suo lavoro: la scultrice e mangaka (disegnatrice di fumetti) giapponese Megumi Igarashi, che usa lo pseudonimo Rokudenashiko (che significa “ragazza buona a nulla” o “cattiva ragazza”). Il nome può sembrare familiare, visto che l’audace e provocatoria artista è stata arrestata nel 2014 in Giappone per aver usato scansioni in 3D dei suoi genitali per creare diorama, caratteri kawaii, e un kayak, che ha chiamato “pussy boat”.

Al dibattito e allo showcase della notte scorsa, Rokudenashiko ha presentato il suo lavoro e ha preso parte a una chiacchierata con le componenti della Lady Tech Guild sul suo recente arresto, sul processo e sul relativo verdetto. L’artista è stata recentemente dichiarata non colpevole per il reato di oscenità per aver esposto i modellini stampati in 3D della sua vagina, ma ha ricevuto una multa di 400.000 yen (3.700 dollari) per “aver distribuito dati digitali” potenzialmente usabili da altri per produrre una copia del suo apparato genitale. Anche se ha ricevuto una punizione minore rispetto a quanto aveva richiesto l’accusa, Rokudenashiko ha espresso la sua intenzione di ricorrere in appello contro la multa, sostenendo di non aver commesso alcun crimine.

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La tavola rotonda della Lady Tech Guild presso l’Eyebeam Center

Secondo Natalia Krasnodebka, una delle fondatrici della Lady Tech Guild, la tavola rotonda si è concentrata molto sull’ importanza della collaborazione e sulla forza del collettivo. Altre partecipanti alla serata presso l’Eyebeam sono state Pam Liou, Salome Assega, Annelie Koller, Lauren Slowik, Laura Taalman, Sophie Kahn, Ashley Zelinskie. La Lady Tech Guild sta attualmente ospitando incontri mensili per donne operanti nel campo tecnologico desiderose di riunirsi per collaborare, il prossimo si terrà l’ 8 giugno.

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