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Killer App, ENVISIONTEC e NASCENT OBJECTS ne creano una per la stampa 3D

Al recente CES di Las Vegas una giovane startup chiamata Nascent Objects ha presentato la sua visione (e il suo primo prodotto, Droppler) per i dispositivi modulari, quella che potrebbe diventare la prima killer app per la stampa 3D.

Come evidenziato nella campagna Indiegogo, al tempo del lancio commerciale, i prodotti di Nascent Objects possono trasformare Doppler, un monitor per il controllo dell’acqua, in una telecamera di sicurezza wifi o in un altoparlante wifi in streaming. Molte di queste parti possono essere fatte con la stampa 3D, con elettronica integrata stampata in 3D. I prii esemplari e anche alcuni componenti finali sono stati progettati e prototipi con stampanti 3D EnvisionTEC a tecnologia 3SP (un tipo di DLP brevettato dalla società tedesca-americana).

Red sarà una killer app per la stampa 3D?
Red sarà una killer app per la stampa 3D?

“La stampa 3D è un mezzo per un fine,” dice Baback Elmieh, CEO di Nascent Objects. “Abbiamo sviluppato brevetti di stampa 3D molto innovativi ma non siamo un’azienda di stampa 3D, nel senso di qualcuno che stampa in 3D parti o prototipi. Quello che abbiamo deciso di fare è rendere l’elettronica di consumo un sistema che sia sostenibile, riusabile e realmente in grado di superare le barriere per riuscire a costruire un prodotto di elettronica di consumo. Semplicemente la stampa 3D è il miglior modo per farlo”.

Nascent Objects ha studiato circa 600 prodotti elettronici di consumo ben conosciuti e ha trovato che 15 moduli elettronici in totale potrebbero costruirne oltre l’ 80%, il che significa che usiamo una gran parte di prodotti  quasi identici in “confezioni” diverse. “Il problema è sempre la produzione,” spiega Baback, “Perchè si devono costruire separatamente, non si può semplicemente trasformare un prodotto in un altro. Così abbiamo costruito un sistema dove l’ultimo gadget che dovrete possedere sarà in realtà la componentistica all’interno di tutti i vostri prodotti”.

Per far questo, l’azienda si è inventata un processo in cui la stampa 3D è usata per stampare 3D l’ “endostruttura” (cioè lo chassis di ogni prodotto). La tecnologia di base è un processo con cui Nascent può generare e metallizzare circuiti all’interno di substrati stampati 3D e raggiungere  comunicazioni a banda molto larga. Queste linee elettriche, incorporate all’interno delle parti polimere stampate 3D, possono trasportare segnali fino a  2Ghz e 120 Watt di potenza. “Stampiamo tutto quello che è necessario per interconnettere i moduli. Stampiamo le parti meccaniche, le interconnessioni, i connettori, tutto,” dice Baback. I consumatori inseriscono semplicemente i moduli nello chassis, e il prodotto diventa immediatamente usabile.

O sarà Doppler la prima, vera killer app di stampa 3D?
O sarà Doppler la prima, vera killer app di stampa 3D?

I sistemi EnvisionTEC sono usati principalmente a scopo di prototipazione. La tecnologia di metallizzazione sviluppata da Nascent Objects è compatibile con un’ampia gamma di tecnologie di stampa 3D tra cui la 3SP di  EnvisonTEC. “Avevamo bisogno di una grande precisione per poter metallizzare i substrati stampati 3D,” rivela Baback. “EnvisionTEC ci ha offerto il miglior rapporto qualità prezzo, rispetto ad altri produttori di stampanti 3D a fotopolimeri. Volevamo essere sicuri che il nostro processo fosse compatibile con il processo e i materiali di EnvisionTEC perché il nostro obiettivo è quello di abbassare il più possibile i costi finali”.

Nascent Objects ha come obiettivo il mercato di massa per i suoi prodotti nello stesso modo dell’iPhone. L’idea non è così diversa, tanto che Baback si riferisce alla struttura finale dei prodotti come “app” fisiche, che sono utilizzate per dare diverse capacità  agli stessi moduli di base.

Una cosa è sicura la kill app per la stampa 3D sarà modulare
Una cosa è sicura la kill app per la stampa 3D sarà modulare

I primi tre prodotti valgono doppio in quanto fungono da test sul campo per identificare il processo produttivo ideale per gli articoli per il consumo finale. Attualmente Nascent Objects ha seguito un approccio misto dove l’esterno delle “app” è realizzato con diverse combinazioni di processi. Il prodotto per la conservazione dell’acqua usa lo chassis stampato 3D di Nascent all’interno e la parte esterna è prodotta tradizionalmente in porcellana. Per la videocamera, è possibile scegliere tra una parte esterna stampata 3D o una stampata iniezione per racchiudere lo chassis di Nascent. Per l’altoparlante , la parte esterna e lo chassis Nascent sono la stessa e unica cosa.

In generale i consumatori sono preoccupati del prodotto e non del processo produttivo che ci sta dietro. Questi prodotti devono affrontare e risolvere problemi. Nascent Objects fa prodotti finali nelle quali può capitare che ci siano parti stampate 3D al loro interno. “Uno dei problemi del modo in cui l’elettronica lavora oggi è che entrare in produzione richiede troppo inventario e alto capitale di rischio.” Dice Baback. “Ci sono centinaia, se non migliaia, di prodotti che non vengono fatti per mancanza di economie di scala. Il nostro prodotto per la conservazione dell’acqua è un grande esempio: si rivolge principalmente a un problema della California, ma questo non significa che non dovrebbe essere costruito perchè si rivolge a una nicchia di mercato .”

Nascent Objects affronta questo problema producendo in modo massivo l’elettronica e personalizzando le app. Questo permetterà di poter riparare qualunque oggetto in modo più facile. Se le aziende di elettronica di grande consumo adottassero un approccio simile, diventerebbe più facile riparare, aggiornare e personalizzare qualsiasi strumento, anche gli elettrodomestici, con moduli e parti stampate 3D a casa. Allora le stampanti 3D diventeranno realmente uno strumento di personalizzazione di massa.

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Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version. Inoltre sono Senior Analyst di SmarTech Analysis, una delle più importanti realtà al mondo attive nella rilevazione di dati e previsioni di mercato relative ai vari segmenti verticali dell'industria della manifattura additiva.

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