Janne Kyttanen: quanto conta la velocità nella stampa 3D?

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La dimostrazione della velocità della luce nella stampa 3D genererà inevitabilmente una miriade di visualizzazioni su Youtube, ma quanto conta in realtà la velocità in questo caso? Sei riuscite a stampare miniature della Torre Eiffel a ritmi rapidissimi, in che modo l’intera logistica, inventario e distribuzione possono essere paragonati a quanto avviene già in una qualsiasi fabbrica cinese?

Uso questa versione demo come esempio per dimostrare la chiara sfida che gran parte delle compagnie di 3D/AM aerospaziale si trovano a dover affrontare, ovvero riuscire a individuare applicazioni creative e davvero motivate dall’area di attività per la loro tecnologia. Se le applicazioni fossero note, le parti demo rifletterebbero tale comprensione.

Kyttanen Speed 3D printing
Nexa3D ha recentemente presentato la sua stampante 3D ultra veloce NXE400

Dal canto suo, la velocità non fa di certo spiccare il volo alle parti create. Anche in questo caso, ci sono tante altre problematiche con cui fare i conti e di cui le compagnie non sembrano parlare davvero: la pulizia delle parti, la rimozione dei supporti, la fase di curing, il confezionamento, etc. Dunque, se la velocità del processo di 3D printing richiede solo un decimo del tempo rispetto al resto delle operazioni necessarie per la realizzazione di un pezzo in particolare, qual è il vero risparmio di tempo? La domanda diventa quindi: la velocità conta davvero? E in più, come si giustificano i costi per l’upgrade di un macchinario o di materiali costosi, se la velocità in se per sé non è necessaria?

La prototipazione è ancora il campo d’impiego principale del 3D printing e questo era il suo illustre workflow: si passava la giornata a usare CAD, a preparare le stampe per la sera per poi arrivare a lavoro con le parti pronte che ci aspettavano. In quel caso, mentre ci addormentavamo contando le pecore, ce ne importava qualcosa della velocità di stampa? Non proprio. Ma se invece fossimo in grado di mettere a punto i nostri progetti nel giro di qualche minuto piuttosto che passare tutto il giorno davanti a CAD con un hardware che stampa le parti al volo? Ora sì che ci capiamo. Se siete in grado di far coincidere la velocità della vostra stampante con i cicli di progettazione delle vostre parti, a questo punto parlare di velocità inizia ad avere molto più senso. Più rapidamente si stampa, più materiale si consuma, il che alimenta l’economia e fa tutti contenti.

Per riassumere: la stampa di prototipi alla velocità dell luce è certamente una possibilità di sbocco del fast-3D printing. Per quanto mi riguarda, sono un convinto sostenitore del proverbio che recita “marea che sale solleva tutte le barche” e penso che risolvere i problemi in maniera collettiva, per la crescita del settore, rappresenti un vantaggio per tutti. Se siete interessati a capire quand’è che la velocità conta nelle applicazioni per l’utente finale dell’Additive Manufacturing, inviatemi un’email e ci faremo una chiacchierata sul 3D!

 

Articolo originale: Janne Kyttanen                  Traduzione a cura di: Martina Pelagallo

Autore Martina Pelagallo

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