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Interviste

Intervista a Serena Fanara, quando la stampa 3D è al servizio della creatività

In molti quando sentono parlare di stampa 3D sono portati a pensare a tecniche di produzione all’avanguardia ma che poco hanno a che fare con arte e creatività, ma non è affatto così. A tal proposito 3dpbm ha avuto il piacere di parlare con Serena Fanara, architetto e designer dalla spiccata poliedricità. Produce artigianalmente diverse linee di prodotti come complementi d’arredo, gioielli e gadget, fino ad allestimenti per eventi e sistemi di illuminazione; tutto questo con un’attenzione costante verso la sostenibilità ambientale. Nel 2015 ha inoltre ha fondato il suo marchio SeFa Design by Nature.

Serena è stata una delle prime persone in Italia a credere e scommettere nelle potenzialità della stampa 3D, che unite alla sua grande professionalità e talento le hanno consentito di poter produrre molto più velocemente e liberamente rispetto alle tecniche tradizionali.

Quale è stato il percorso che ti ha portata a unire la tua creatività alla produzione additiva?

“Tutto ha avuto inizio durante il periodo universitario a Firenze, dove ho iniziato a creare prodotti d’arredo quasi per gioco. Ero già molto attiva artisticamente, mi occupavo infatti di grandi istallazioni per eventi e spettacoli. Da quel momento ho pensato che avrei potuto unire la mia passione agli studi e iniziai a produrre piccoli arredi, sopratutto lampade. In questo la formazione da architetto mi ha molto aiutata, conoscevo infatti già molto bene i software di modellazione 3D”

“Da sempre nel mio progettare sono attratta ed ispirata dalle forme vegetali, credo trasmettano armonia, e mi piace rielaborarle nei miei lavori. Negli anni ho anche proseguito in parallelo la mia ricerca relativa a tutto il filone delle neuroscienze, ho cominciato ad intuire per esempio come le mie installazioni suscitassero reazioni diverse sulle persone in base ai colori e alle forme che utilizzavo. Ho iniziato quindi a formarmi su cromoterapia e ambient terapy, aspetti che troppo spesso vengono relegati in secondo piano ma che sono molto importanti per il benessere quotidiano di tutti noi” prosegue Serena Fanara.

La linea Desert Light, una delle tante opere di Serena Fanara

“Con il mio lavoro posso liberare la mia creatività tramite le forme particolari delle mie lampade e di altre creazioni. Tramite la tecnologia cerco di far rendere al massimo le mie idee, creando oggetti che trasmettano belle sensazioni. Quando progetto su richiesta cerco di personalizzare al massimo l’esperienza dei miei clienti, in modo che loro possano riconoscersi e sentirsi completamente a proprio agio nell’oggetto o arredamento che mi hanno commissionato”.

Perché hai scelto la stampa 3D? Che vantaggi ti ha portato?

“Ho compreso subito le enormi potenzialità di questa tecnologia, ho sempre creato le mie opere artigianalmente e la manifattura digitale mi ha permesso di produrre concretamente forme molto complesse, riducendo tempi di lavorazione e margine d’errore”.

“Più o meno fino al 2008 ho lavorato con il taglio-laser, successivamente a Milano ho conosciuto Wasp durante la presentazione di una delle sue prime stampanti 3D, cominciando ad avvicinarmi a questo mondo e a seguirli, così quando è uscita la prima stampante Delta4070 l’ho acquistata. Sicuramente dal punto di vista produttivo è stata una svolta, perché la possibilità di poter sperimentare ed eventualmente correggere velocemente e senza inficiare il lavoro è stato fondamentale per innalzare la qualità del prodotto e di conseguenza il livello della proposta creativa. La stampa 3D permette di velocizzare tantissimo il tempo che occorre dall’idea alla produzione, il tutto con un sensibile risparmio rispetto alle tecniche di produzione tradizionale. Per un designer avere la possibilità di lavorare in totale autonomia sulle proprie idee consente di progettarle con maggiore cura, andando così a proporre anche una maggiore varietà nei concetti espressi”.

“Un altro aspetto che ho notato – conclude Serena – è che l’utilizzo di queste tecnologie rendono il ruolo del designer più flessibile, in quanto un cambio di dimensione, forma o colore con la stampa 3D è pratica estremamente semplice, consentendo così di offrire una maggior creatività e personalizzazione, rendendo un po’ unico ogni singolo pezzo”.

 

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Andrea Gambini

Mi piace leggere e scrivere da sempre. Ho iniziato a lavorare in redazione come giornalista sportivo nel 2008, poi la passione per il giornalismo e per il mondo della comunicazione in generale, mi ha permesso di ampliare notevolmente i miei interessi, arrivando negli anni a collaborare con le più svariate testate giornalistiche online. Mi sono poi avvicinato alla stampa 3D, colpito dalle grandissime potenzialità di questa nuova tecnologia, che giorno dopo giorno mi hanno spinto a informarmi sempre più su quella che considero una vera rivoluzione che si farà presto sentire in tantissimi campi della nostra vita quotidiana.

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