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Intervista a Greg Thompson di Protolabs, per scoprire la situazione attuale della stampa 3D nella produzione

Protolabs è uno dei principali leader del digital manufacturing, sia per quanto riguarda la prototipazione rapida che per la produzione a richiesta: il suo mix di tecnologie additive e sottrattive si è rivelato un vero e proprio punto di forza, come dimostrano anche i suoi risultati finanziari.

Di recente Sarah Goehrke ha incontrato Greg Thompson, Global Product Manager 3D Printing, per parlare con lui delle attività di Protolabs.

La compagnia gestisce al momento più di 150 macchine additive industriali, realizzando oltre 80.000 pezzi al mese con le sue cinque diverse tecnologie di stampa 3D. Con una simile esperienza sul campo, Protolabs ha raccolto spunti significativi sull’attuale stato della tecnologia e sul suo impatto sulla produzione, con casi d’uso segnalati direttamente dai suoi clienti.

Protolabs Greg Thompson interview
Greg Thompson, Global Product Manager 3D Printing, Protolabs

Di seguito, il nostro botta e risposta con Thompson, nel quale si delinea uno scorcio dei progetti legati al 3D printing di Protolabs.

Sarah Goehrke: Quali sono le sue previsioni per il prossimo futuro dell’AM all’interno di Protolabs (più sistemi, soluzioni più veloci, processi e design ottimizzati)?

Greg Thompson: Protolabs continuerà ad espandere in maniera aggressiva la sua offerta, sia dal punto di vista della tecnologia che da quello delle capacità di manifattura. Continueremo ad investire nell’esperienza cliente del nostro e-commerce per servire tutti gli utenti al meglio, sia per le applicazioni di prototipazione che per quelle di produzione. Vogliamo essere all’avanguardia delle nuove tecnologie di 3D printing e accrescere la nostra presenza sul mercato tramite il nostro contesto di agnosticismo tecnologico.

SG: Quali sono gli ostacoli che stanno limitando la crescita generale del settore dell’AM? Il contrasto tra plastica e metallo? Quali sono invece gli ostacoli che sono stati superati?

GT: Oggi il 3D printing viene impiegato quasi in ogni settore e per una gamma di applicazioni in continua espansione. Il fatto di poter applicare questa tecnologia a settori differenti come quello aerospaziale, quello medicale o quello ospedaliero permetterà alla stampa 3D di esprimere tutto il suo vero potenziale. L’uso del 3D printing su vasta scala è desitnato a diventare ancora più pervasivo: innovazioni tecniche in termini di materiali, efficienza economica sui costi e sulle velocità di costruzione, sviluppo di un’infrastruttura e di una catena approvvigionamento più solide, adozione del design e consapevolezza di come sfruttare il 3D printing all’interno della value chain completa.

SG: Quali sono le tecnologie di AM che vede più adatte alla produzione?

Thompson Protolabs interview
Strumento DMLS KellStrom

GT: Le tecnologie di 3D printing a metallo stanno iniziando ad avere un senso nella produzione per l’uso finale per due ragioni principali: proprietà dei materiali e libertà di progettazione. I materiali usati nel DMLS sono leghe in polvere con la stessa composizione chimica dei loro analoghi battuti. Il processo di costruzione produce parti con una densità vicina al 100% quindi le proprietà del materiale dopo il trattamento a caldo sono comparabili a quelle del battuto. Senza dover sacrificare le prestazioni del materiale, gli ingegneri hanno ora la possibilità di ottimizzare le geometrie per risparmiare sui costi. Per farlo, ci sono diverse modalità, come la riduzione del numero di componenti o la riduzione del peso e dei tempi di assemblaggio.

Dopo aver passato vent’anni nel settore della manifattura additiva, poter toccare con mano l’evoluzione in prima persona è un’esperienza davvero entusiasmante. E ancor di più entusiasmante è il fatto che siamo solo all’inizio. Mentre vengono sviluppati materiali più avanzati e gli aspetti economici della produzione si fanno più favorevoli, il 3D printing continua ad acquisire popolarità come metodo di produzione sostenibile per numerose applicazioni. Abbiamo visto molti dei nostri clienti, in particolare quelli nel settore aerospaziale, adottare il metal 3D printing non solo per la prototipazione ma anche per realizzare parti per l’uso finale. Inoltre, abbiamo assistito ad un aumento nell’adozione di tecnologie a base di nylon, come il Multi Jet Fusion e l’SLS per applicazioni per l’uso finale a breve termine.

SG: Quant’è complesso integrare le stampanti 3D nel workflow di produzione end-to-end? Quali passi, se ve ne sono, ha intrapreso Protolabs in questo senso?

GT: L’intero modello di business di Protolabs si basa sul digitale, e questo fin dagli inizi quando un modello CAD è stato caricato nel nostro sistema per una quotazione. Il 100% delle nostre attività è digitale. Una volta che le informazioni vengono caricate, entra in gioco il nostro software brevettato che analizza le informazioni della parte in 3D per determinarne la manifatturabilità; se necessario proponiamo delle revisioni al design in modo da poterlo realizzare fedelmente e poi inviamo una quotazione interattiva al cliente. I dati sulla parte e le informazioni dell’ordine confluiscono poi direttamente nel nostro sistema di pianificazione fino al prodotto finito. Mantenere un filo conduttore digitale nel corso dell’intero processo è fondamentale per noi, dal momento che i nostri clienti vogliono i loro pezzi in tempi di consegna rapidi e non potremmo farlo se non riuscissimo a collegare i diversi aspetti del processo di produzione all’interno della nostra struttura.

Protolabs Greg Thompson Interview
Stampe SLA su una matita

SG: A cosa attribuite primariamente il recente successo finanziario di Protolabs?

GT: Il nostro approccio in Protolabs è quello di lasciare che siano i requisiti dei clienti e dei loro progetti a dettare quale sia la tecnologia più adatta alle loro esigenze specifiche. Siamo un fornitore di servizi agnostico a livello tecnologico, e ciò significa che oltre a cinque tecnologie additive differenti offriamo anche l’injection molding digitale, il CNC e servizi per la fabbricazione di lamiere in metallo tramite i nostri portali di quotazione e analisi del design online. Il risultato è un valore in termini di velocità di immissione sul mercato senza precedenti, sia per gli ingegneri che per i designer e una una risorsa on-demand durante tutto il ciclo di vita del prodotto.

SG: In cosa Protolabs riesce meglio dei concorrenti?

GT: Noi di Protolabs, siamo orgogliosi di un modello operativo di eccellenza che ci consente di offrire un’affidabilità e una qualità ai vertici del settore. Disponiamo di più opzioni di risoluzione all’interno del nostro service di stereolitografia, compresa la Microfine Green brevettata che può stampare layer da .001″ con caratteristiche di soli .002″ mantenendo una tolleranza molto concisa. Offriamo un’ampia gamma di materiali per cinque diverse tecnologie di stampa 3D e per ciascuna di queste facciamo del nostro meglio al fine di offrire la qualità migliore così da consentire agli ingegneri di disporre di parti accurate, adatte ai loro progetti e nei tempi che si confanno alle loro esigenze.

Thompson Protolabs interview
MJF Hammer

SG: Chi sono i vostri clienti principali? (Se non può dirci il nome, di quali segmenti fanno parte?)

GT: Ogni anno, Protolabs serve complessivamente decine di migliaia di ingegneri provenienti da migliaia di compagnie che fanno capo ad una vasta gamma di settori. Sebbene non possa rendere noti i nomi dei nostri clienti senza il loro consenso, posso dirle che i principali settori di cui ci occupiamo in termini di stampa 3D sono quello medico, quello informatico ed elettronico, il manifatturiero, l’aerospaziale e quello dell’apparecchiatura industriale.

Ringraziamo Protolabs per aver condiviso questa panoramica su previsioni, realtà e casi d’uso della stampa 3D nelle loro attività quotidiane.

[Immagini: Protolabs]

Articolo originale: Sarah Goehrke    Traduzione a cura di: Martina Pelagallo

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