Ill software 3D Zephyr di 3DFlow porta la fotogrammetria in una nuova dimensione

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Dopo aver viaggiato nelle visioni futuristiche della produzione industriale al Formnext è tempo di tornare alla realtà. In questa realtà, la fotogrammetria, che sta rapidamente diventando il modo più veloce (anche se non ancora il più economico) per creare immagini 3D, sta giocando un ruolo molto importante. Un nuovo software chiamato 3D Zephyr, sviluppato interamente in Italia da 3D Flow, permette ai sistemi fotogrammetrici a offrire prestazioni migliori.

La fotogrammetria – che è fondamentalmente la tecnica di misurare le posizioni in uno spazio 3D usando la fotografia – è usata per creare modelli 3D di oggetti e di persone. È particolarmente adatta per creare modelli 3D di bambini e animali poiché il tempo reale necessario per catturare l’immagine è pari solo a una frazione di secondo. Funziona bene anche, e sta diventando sempre più comune, per la creazione di modelli 3D di grandi paesaggi, magari utilizzando droni sincronizzati per scattare le foto.

3D Zephyr, che è stato creato dall’azienda italiana 3D Flow (nata dopo una collaborazione di successo con il gigante dell’industria dei videogiochi Activision) può essere utilizzato in tutti i campi. Sicuramente le opzioni più avanzate richiedono la versione più professionale del programma, ma in ogni caso la versione Lite offre un sacco di caratteristiche utili, in particolare per quanto riguarda le applicazioni nella stampa 3D.

Tutte e tre le versioni – Lite, Pro e Aerial – permettono l’esportazione nei principali formati di file, compresi chiaramente i formati STL e OBJ, e permettono anche la creazione di filmati per presentare i modelli senza ricorrere a software esterni. Tutte e tre le versioni permettono la creazione di point cloud dense e la ricostruzione diretta delle mesh. Inoltre offrono anche mesh texturing e l’upload diretto su Sketchfab (o su Youtube per i filmati).

Le limitazioni della versione Lite sono legate al numero di foto che possono essere importate, fino a 200, e per questo il software è usato per oggetti più piccoli. Per Pro e Aerial l’unico limite è quello della diversa potenza di elaborazione del computer e dell’unione delle immagini catturate.

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Lo stesso limite di 200 immagini si applica ai fotogrammi dei filmati. Lite supporta solo una singola GPU CUDA (coloro che lavorano nel campo della grafica sanno cosa sia questa architettura sviluppata da Nvidia) mentre le altre versioni supportano GPU multiple. Inoltre Lite permette solo l’esportazione di mesh mentre le altre versioni supportano anche l’esportazione di point cloud.

In effetti Pro – che è pensato per scansioni del corpo umano – e Aerial, pensato per grandi paesaggi, offrono un intero set di caratteristiche aggiuntive che ne giustificano il prezzo più alto e che potete vedere sul sito web di 3D Flow.

Questo è un esempio di come il software Aerial lavori in genere per la ricostruzione di ambienti.

3D Zephyr implementa parecchie tecnologie che 3D Flow ha sviluppato in casa. Queste includono algoritmi proprietari come 3D Samantha e 3DF Stasia, che hanno già ottenuto riconoscimenti importanti specialmente a livello accademico nel campo della computer vision. In effetti l’Università di Udine, di cui 3D Flow è uno spinoff, segue molto questo campo attraverso il laboratorio Artificial Vision and Real-Time Systems ( conosciuto anche come AViReS Lab)..

In modo più specifico 3DF Samantha è in grado di capire la direzione che le fotocamere stanno esaminando anche da immagini sparse. 3DF Stasia è la tecnologia usata per creare cloud di punti 3D partendo da immagini 2D. Sembra decisamente uno strumento che sarà molto utile nel corso dei prossimi anni.

Autore replicatore

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