Missing Link si aggiudica il Golden Globe anche grazie all’utilizzo avanzato della stampa 3D a colori

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Per oltre un decennio, la tecnologia additiva è stata un pilastro creativo dello studio LAIKA, evolvendosi con la visione artistica sempre più ambiziosa della casa di produzione statunitense, i rapidi progressi nella stampa 3D e nel software. Nel loro ultimo lavoro “Missing Link”, nuovo vincitore del Golden Globe Award per il miglior film d’animazione, lo studio di stop-motion ha ampiamente sfruttato la tecnologia di stampa 3D, come per altro abbiamo riportato lo scorso aprile sul sito internazionale.

Lo studio ha introdotto il processo di stampa 3D dei volti per modellare scrupolosamente le espressioni dei personaggi in stop-motion in “Coraline”, uscito nel 2009 . Quel progetto è stato completato con circa 20.000 volti unici. Per “Kubo e la spada magica” del 2016, il numero è salito a 64.000. “Missing Link” si presentava con ben 106.000 espressioni l’una diversa dall’altra.

“La decisione di puntare sulla tecnologia è fortemente guidata dalla creatività”, ha dichiarato Brian McLean, direttore della prototipazione rapida presso LAIKA. Dopo il successo di “Coraline”, LAIKA ha riconosciuto sia la potenza della stampa 3D sia i suoi limiti attuali, vale a dire dover dipingere a mano ogni singolo volto. “Ricordo ancora di essere stato in riunione con il direttore di Coraline e di aver negoziato il numero di lentiggini che Coraline aveva su ogni lato del suo viso perché sapevamo che un pittore doveva dipingere a mano ognuna di quelle lentiggini.”

Durante la pianificazione iniziale del loro quarto film, “Kubo e la spada magica”, i creatori si sono trovati di fronte alla realizzazione dei progetti di tre personaggi che non erano possibili con la tecnologia di stampa 3D attualmente utilizzata dallo studio. “Così ho chiamato Stratasys“, ha detto McLean, “e anche se è stata necessaria una certa opera di convincimento”, il team ha collaborato ai test beta della prima stampante 3D a colori basata sulla tecnologia, Connex3. “È stata una collaborazione davvero potente che ci ha permesso improvvisamente di irrompere nel mondo della stampa in plastica a colori. Avevamo la sensazione che Connex3 fosse solo l’inizio della loro road map. E avevamo ragione.”

Una delle cose di cui LAIKA era molto entusiasta riguardo “Kubo e la spada magica”, “è che si è trattato di un’operazione veramente unica. Per la prima volta, LAIKA ha preso l’hardware da una società, co-sviluppando il software e personalizzandolo per le proprie esigenze. Lavorando con Jon Hiller, uno sviluppatore di software indipendente e Stratasys, LAIKA ha potuto sbloccare le funzionalità di Voxel Print nascoste di Connex3. “In questo modo siamo stati in grado di creare volti stampati in plastica a colori sofisticati e senza pari per i protagonisti Monkey, Beetle e Moon Beast,” ha rivelato McLean

Il passo successivo nella partnership di stampa 3D di LAIKA con Stratasys è arrivato quando LAIKA è stata invitata a diventare cliente Beta sulla Stratasys J750, la prima stampante 3D multi-materiale a colori. Grazie alla lunga storia di LAIKA con Stratasys, hanno creato una partnership unica con Fraunhofer, i creatori del software Cuttlefish, consentendo a LAIKA di accedere in anticipo a Voxel Print sulla Stratasys J750. La rivoluzionaria stampante 3D ha 360.000 combinazioni di colori diversi; con Voxel Print, questa capacità cresce esponenzialmente e si combina con la capacità di comporre nuove trame e sfumature, consentendo la stampa 3D con straordinaria precisione. “Questo è quello che stiamo usando in”Film Five””, ha detto McLean. Film Five è … “Missing Link” . E il resto è adesso la storia del Golden Globe.

 

Autore Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version. Inoltre sono Senior Analyst di SmarTech Analysis, una delle più importanti realtà al mondo attive nella rilevazione di dati e previsioni di mercato relative ai vari segmenti verticali dell'industria della manifattura additiva.

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