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Il progetto PrinTracker permette di rintracciare le armi stampate in 3D

Una delle tematiche più discusse nel campo dell’additive manufactoring è quella che riguarda la possibilità di stampare armi, soprattutto considerando la libertà di design offerta dalla stampa 3D e l’ormai variegata pletora di materiali utilizzabili. Tutto questo apre a differenti problematiche, una su tutte quella della tracciabilità: è possibile capire ricondurre un’arma stampata in 3D a un determinato hardware e, di conseguenza, identificarne il creatore?

La risposta è sì e sono già state ipotizzate differenti soluzioni, la maggior parte delle quali implica l’inserimenti codici di identificazione all’interno dei modelli 3D. L’approccio proposto da un team di ricercatori dell’Università di Buffalo (guidato da Wenyao Xu, professore associato di Informatica e Ingegneria), è senza dubbio uno di quelli più interessanti. Il progetto, denominato PrinTracker, è in grado di identificare quale stampante 3D ha creato una determinata parte in base a imperfezioni intrinseche nei modelli di riempimento, con un’efficacia del 99,8%.

Le imperfezioni prese in considerazione dai ricercatori per lo sviluppo del sistema sono individuabili all’interno dei modelli di riempimento e sono causati principalmente da fattori quali il modello di stampante utilizzata, il tipo di filamento o la dimensione dell’ugello. È interessante notare che un determinato modello di stampante 3D produrrà parti con imperfezioni di riempimento uniche e ripetibili, creando qualcosa di molto simile a un’impronta digitale all’interno di parti.

Lo studio che ha portato alla realizzazione di PrinTracker si basa sull’analisi delle differenze presenti all’interno di 5 modelli creati utilizzando 14 tipi di stampanti differenti – 10 FDM e 4 SLA. Gli oggetti sono stati scansionati a getto d’inchiostro e filtrati in modo tale che i modelli di riempimento fossero distinguibili. Ultimata questa fase, il team ha utilizzato un algoritmo per allineare e calcolare le variazioni di stampa di ogni e verificare le “impronte digitali”, creando un database altamente dettagliato.

Anche se è ancora in fase di sviluppo, PrinTracker potrebbe fornire un supporto efficace a forze dell’ordine e servizi di intelligence per rintracciare la provenienza di armi e merci contraffatte stampate in 3D.

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Matteo Maggioni

Laureato in Scienze Giuridiche presso l’Università degli Studi di Milano, nel corso degli anni Matteo si è specializzato nel mercato delle New Technologies, concentrandosi particolarmente sul mercato della stampa 3D e sulle sue possibili applicazioni nel mondo dell'Industria 4.0.

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