AbbigliamentoArte & Design

I designer Ganit Goldstein e Julia Koerner esplorano la stampa 3D diretta su tessuto

Le nuove collezioni sono state stampate in 3D utilizzando la tecnologia Stratasys PolyJet

Le tecnologie di stampa 3D di Stratasys hanno un’ampia varietà di applicazioni, ma un’area a cui siamo stati particolarmente interessati negli ultimi anni sono le sue collaborazioni creative nel mondo della moda. Sfruttando la sua tecnologia PolyJet multicolore e multi-materiale, Stratasys ha lavorato con i designer non solo per creare alcuni pezzi davvero interessanti, ma per inventare tipi completamente nuovi di produzione di indumenti. L’anno scorso, ad esempio, il collettivo di moda threeASFOUR ha presentato alla NYFW capi di abbigliamento sorprendenti con dettagli stampati in 3D direttamente sul tessuto. Stratasys ha anche collaborato con la casa di moda KAIMIN alla stampa 3D su denim, con risultati sorprendenti.

Ora, Stratasys sta spingendo ulteriormente la capacità di stampa 3D su tessuto attraverso collaborazioni con gli stilisti Julia Koerner e Ganit Goldstein. L’azienda ha lavorato con ogni designer nel contesto di Re-FREAM, un progetto di ricerca collaborativa finanziato dall’Unione Europea che mira a esplorare l’uso della tecnologia e della stampa 3D per il futuro della moda.

ARID di Julia Koerner

Stratasys Julia Koerner ARID

Julia Koerner è una stilista emergente che ha lavorato ad alcuni progetti davvero interessanti, tra cui l’assistenza alla costumista Ruth E. Carter con indossabili stampati in 3D per il film Marvel Black Panther (2018). La sua ultima collezione, ARID, è stata svelata di recente (e virtualmente) all’ARS Electronica Festival. La tecnologia di stampa 3D PolyJet di Stratasys ha svolto un ruolo fondamentale nella collezione di moda, consentendo a Koerner di esplorare geometrie ispirate alla natura concentrandosi sull’efficienza dei materiali e sulla sostenibilità.

La collezione ARID è composta da 38 parti stampate in 3D progettate per essere assemblate per formare un abito a figura intera o una gamma di altri tipi di indumenti. La collezione ARID può anche creare capi di varie taglie differenti grazie all’integrazione di connettori stampati in 3D che si basano sulle scansioni di chi li indossa. Koerner ha anche ideato un approccio senza cucire, il che significa che i pezzi di tessuto sostenibile incorporati con disegni stampati in 3D vengono assemblati utilizzando falegnameria stampata in 3D.

WeAreAble della designer Ganit Goldstein

Stratasys Ganit Goldstein

Lavorando con la tecnologia di Stratasys, la designer 3D Ganit Goldstein ha anche esplorato la stampa 3D direttamente sui tessuti nel suo progetto WeAreAble. Nello specifico, ha perseguito la capacità di realizzare abiti personalizzati e lo ha dimostrato creando un capo in stile giapponese.

L’ispirazione di Goldstein per l’abito è venuta dal suo anno in Giappone, dove ha imparato l’arte dell’intreccio e della colorazione “ikat”. Il progetto attinge quindi a questi metodi tradizionali ma applica il processo contemporaneo della stampa 3D multicolore. Goldstein pensa alla base tessile dell’indumento come a una sorta di scheletro, mentre gli abbellimenti stampati in 3D aggiungono colore e consistenza ipnotizzanti alla sua superficie.

“Guardando al mondo della moda oggi, voglio introdurre un nuovo modo di produrre e passare dalla produzione di massa al design personalizzato”, ha detto il designer. “La stampa 3D ha sempre offerto il potenziale per personalizzare il design in modi prima impossibili, ma per creare veramente un nuovo modo di produrre è necessario un nuovo tipo di tessuto. Il mio obiettivo è creare un nuovo mondo ibrido di artigianato e stampa 3D multicolore, collegando tecniche passate, nuove e future per evolvere il design della moda”.

“Nella moda, è importante ottimizzare ed evolvere continuamente per introdurre nuove forme di design. Durante lo scorso anno, ho sperimentato numerosi tessuti e tecnologie differenti per incorporare la stampa 3D nei tessuti. Il raggiungimento di questo traguardo ci allontana dal design 2D e apre un mondo di indumenti 3D “.

In definitiva, Goldstein spera che la stampa 3D diretta su tessuto contribuisca a trasformare l’industria della moda e presenti un nuovo modo di realizzare capi su misura per i consumatori che saranno apprezzati. Stratasys aggiunge che questa tecnica sta avanzando rapidamente e sono in corso i test pilota, il che significa che i vestiti personalizzati stampati in 3D potrebbero essere sul mercato prima di quanto ci si potrebbe aspettare.

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Andrea Gambini

Mi piace leggere e scrivere da sempre. Ho iniziato a lavorare in redazione come giornalista sportivo nel 2008, poi la passione per il giornalismo e per il mondo della comunicazione in generale, mi ha permesso di ampliare notevolmente i miei interessi, arrivando negli anni a collaborare con le più svariate testate giornalistiche online. Mi sono poi avvicinato alla stampa 3D, colpito dalle grandissime potenzialità di questa nuova tecnologia, che giorno dopo giorno mi hanno spinto a informarmi sempre più su quella che considero una vera rivoluzione che si farà presto sentire in tantissimi campi della nostra vita quotidiana.

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