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I chirurghi italiani chiedono aiuto al crowdfunding per offrire servizi di bioprinting

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Uno dei motivi per cui la stampa 3D sta crescendo così rapidamente nel campo medico è che i dottori oggi sono in grado di accedere a strumenti di digital manufacturing con investimenti molto bassi. Tuttavia molte istituzioni e agenzie governative non hanno ancora pienamente compreso i vantaggi che la stampa 3D può portare alla preparazione dell’intervento chirurgico. Alcuni medici stanno prendendo l’iniziativa per aiutare l’intera comunità medica: per esempio, con il lancio di una campagna di crowdfunding avviata da una squadra di chirurghi italiani e professori dell’Università di Pavia.

medical model

La squadra, che unisce la divisione chirurgica del Policlinico San Matteo di Pavia, diretto dal Prof. Andrea Pietrabissa, e la Divisione di Chirurgia Vascolare e Cardiotoracica del Policlico San Donato, mira a estendere le tecnologie di manifattura additiva per ogni istituto medico. L’idea è di sviluppare uno strumento completamente integrato in grado di supportare il chirurgo in procedure di pianificazione di interventi su particolari organi come il pancreas, le donazioni di rene o la dissezione.

Il sistema si basa su una fase preliminare di elaborazione delle immagini mediche. Il chirurgo fornisce scansioni del paziente con indicazioni sulle regioni anatomiche di interesse; le immagini mediche vengono poi elaborate per costruire modelli 3D virtuali che vengono successivamente inviati a una stampante 3D. Ulteriori applicazioni di questo processo sono in fase di studio per campi quali l’ortopedia e l’otorinolaringoiatria.
L’obiettivo del team di raccogliere 40.000 euro – destinati allo sviluppo di un servizio pilota per la comunità locale – è già stato raggiunto; ora, si punta a ottenere 70.000 euro e 120.000 euro, che servirebbero a finanziare e sviluppare i servizi regionali e nazionali. La campagna si concluderà nel mese di luglio.

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In Italia, come nel resto del mondo, sempre più medici stanno scoprendo che la possibilità di utilizzare scanner estremamente costosi e sistemi di risonanza magnetica facilita moltissimo la creazione di un modello 3D accurato. Il paradosso è che la maggior parte degli ospedali investono centinaia di migliaia di euro/dollari in sistemi all’avanguardia, ma tutt’ora vedono la stampa 3D come una tecnologia non abbastanza utile da giustificare la spesa – nonostante l’investimento richiesto sia notevolmente inferiore.

Per supportare la diffusione di questa tecnologia nascerà anche una nuova associazione: la Digital Italian Biomanufacturing Network, un progetto che sarà lanciato il prossimo giugno con il sostegno di Materialise e Stratasys. Con premesse del genere, non c’è dubbio che si tratti di iniziativa di livello globale.

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