HP anticipa la prossima rivoluzione industriale accelerando su 3D Printing e Immersive Computing.

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L’appuntamento annuale con L’HP Global Innovation Summit si è appena concluso presso l’avveniristica sede spagnola di Hewlett-Packard. Qui abbiamo avuto un assaggio del prossimo avvenire e, in particolare, di quegli sviluppi che, da oggi in avanti, porteranno il mondo intero, nonché ciascuno di noi, a reinterpretare il proprio rapporto con la tecnologia. E se le strade verso il futuro appaiono infinite, realtà virtuale e stampa 3D sono le vie che HP ha deciso di intraprendere con maggior determinazione.

HPPer quanto concerne la stampa 3D, HP crede fermamente che la sua tecnologia possa portare alla quarta rivoluzione industriale nonché a una rivoluzione sostenibile. Già ma come? Primo, riducendo l’impatto ambientale (le HP Jet Fusion 3D Processing Station possono riutilizzare fino all’80% del materiale avanzato durante il processo di stampa nonché – con la tecnologia HP Voxel – abbassare notevolmente il quantitativo di materiale sinora necessario per produrre il medesimo oggetto). Secondo, reinventando le catene di approvvigionamento (con la stampa 3D, per produrre a basso costo non sarà più necessario spostarsi in altri continenti). Terzo, trasformando economie e società (HP intravvede una economia non più lineare, bensì circolare in cui parti, prodotti e servizi anziché essere infine dismessi generano un circolo virtuoso di risorse).

Ramon Pastor
Ramon Pastor è Vice-president & General Manager HP 3D Multi Jet Fusion Business di HP Inc.

“Più semplicemente” spiega Ramon Pastor (VP & GM 3D Printing, HP Inc.) “la quarta rivoluzione industriale non è altro che la digitalizzazione dell’ecosistema manifatturiero”. “È la convergenza di più tecnologie (Intelligenza Artificiale, Internet of Things, Big Data e Analytics, Robotica, automazione e, non ultima, la tecnologia che trasforma tutti questi byte in atomi ovvero la stampa 3D) in un nuovo modo di progettare e produrre (con ritmi d’innovazione più veloci, tempi di messa sul mercato più brevi, catene di approvvigionamento più efficienti, investimenti di capitali più redditizi). L’economia di scala perderà importanza e si passerà da produzioni centralizzate a produzioni distribuite, da prodotti generici a prodotti personalizzati e su domanda. E perché tutto ciò accada cosa deve succedere? Be’ che i prodotti e di conseguenza i materiali abbiano, perlomeno, le stesse caratteristiche e il medesimo prezzo di quelli tradizionali. Il 3D printing è l’unica tecnologia manifatturiera capace di reggere questo confronto e dunque di rimodellare quella manifattura globale il cui valore oggi si aggira attorno ai 12.000 miliardi di dollari. Vero, il mercato della stampa 3D vale attualmente “solo” 5 miliardi di dollari ma, come dire, un motivo ci sarà se HP da un paio d’anni non si è più accontentata di essere leader della stampa 2D e ha deciso di entrare a gamba tesa nel mercato della stampa 3D, lanciando prima le HP Jet Fusion 3D 4210/4200/3200 e, a breve, le serie 500 e 300, non credete!?!

HP Global Innovation Summit

Per ragioni di sicurezza, durante l’entusiasmante esplorazione dei laboratori HP, ci è stato vietato filmare e scattare foto (e purtroppo non avevamo nemmeno carta e matita per ritrarre il tutto). Non immaginatevi ad ogni modo questa avveniristica sede come un laboratorio alla vecchia maniera ovvero sigillato e isolato dal mondo intero. Qui, infatti, affluiscono tutte le informazioni inviate da ogni singola stampante 3D di HP sparsa nel mondo così da continuare a migliorarne il processo di stampa, sino a consigliare in tempo reale i propri clienti sul da farsi. Alex Moñino (direttore marketing a livello mondiale per le stampanti HP di largo formato) spiega che “Hewlett-Packard ha una politica di privacy molto severa e tutti questi dati vengono criptati”. ”Qui in HP”, ha proseguito Moñino, “non vediamo la geometria del modello 3D che si sta stampando. Non sappiamo, ad esempio, se il nostro cliente sta realizzando una protesi, una pistola o altro ma ci limitiamo a raccogliere altri generi di informazioni. Tra questi vi sono i dati aggregati con cui possiamo generare statistiche, ad esempio, su ciò che nel processo di stampa funziona meglio o l’efficacia di un aggiornamento firmware. Per ciascuna stampante sotto assistenza attiva, poi, raccogliamo quelle informazioni che ci servono ad esempio per contattare tempestivamente il cliente prim’ancora che si verifichi una criticità con la stampa che sta per avviare”.

Come testimonia Nuno Neves direttore di FICEP S3 “tenendo costantemente collegate e aggiornate le nostre stampanti HP, giorno dopo giorno, abbiamo assistito a continui miglioramenti dell’intero processo di stampa; sia in termini di qualità dei pezzi prodotti, sia delle proprietà dei materiali o dell’interfaccia di comando. Nel corso dell’ultimo anno, oltre agli aggiornamenti software ci è anche capitato di ricevere pezzi hardware di nuova concezione. La stampante è così in un costante processo di evoluzione”.

Alex Moñino e Nuno Neves mostrano il braccio di un sistema robotico di verniciatura daVINCI stampato in 3D da FICEP Steel Surface Systems (FICEP S3).

Ad oggi dalle stampanti HP sono usciti oltre 3.5 milioni di parti, metà delle quali destinate al consumatore finale. Oltre a marchi riconosciuti quali BMW, Land Rover, KTM, FedEx, Johnson & Johnson, Nike… tra i clienti di HP troviamo oggi i più importanti interpreti del 3D Printing Marketplace quali Forecast 3D, Go Proto, Materialise, Protolabs, Sculpteo, Skorpion. A questi si sono  poi recentemente aggiunti anche ZiggZagg che si è appena portata a casa sei HP Jet Fusion, e IAM 3D Hub che ne a comprate invece otto. Altro punto sottolineato dai clienti HP qui incontrati è la convenienza economica che si può raggiungere servendosi di una Multi Jet Fusion HP. Pare, infatti, che il costo di stampa medio per componente di HP Jet Fusion 3D sia circa la metà di quelli stampati con FDM (modellazione a deposizione fusa) e SLS (sinterizzazione laser selettiva).

L’amministratore delegato di Sculpteo, Clement Moreau, si è recentemente convinto ad affiancare alla loro stampante 3D HP Jet Fusion 4200 una nuova HP Jet Fusion 4210.

Vero, la varietà dei materiali non è ancora il punto forte di HP ma durante l’Innovation Summit, abbiamo toccato con mano oggetti e accessori dalle caratteristiche più disparate, tutti stampati con le loro Jet Fusion 3D: dall’elmo delle guardie svizzere dello Stato Pontificio a un casco da ciclismo superleggero, dalle protesi alle scarpe da corsa. Il tutto passando da materiali opachi a quelli specchiati, da quelli più rigidi del carbonio a quelli flessibili, da quelli variopinti a quelli semitrasparenti. Il materiale più utilizzato? Attualmente è il PA12 (“è indicato per il 90% degli impieghi” spiega Nuno Neves) seguito a ruota dal PA11.

“Ci sono tre aree di investimento in cui vogliamo crescere” spiega Alex Moñino “Innanzitutto stiamo per far esordire le serie 500 e 300 che permettono un costo di prototipazione più basso con la medesima tecnologia delle HP Jet Fusion 3D 4210/4200/3200 . Vogliamo poi continuare a crescere nel manufacturing proponendo nuovi materiali e funzionalità. Infine, annunceremo quest’anno la tecnologia per stampare il metallo”.

Louis Kim
Louis Kim è il Global Head & General Manager per l’Immersive Computing in HP

All’Innovation Summit si è parlato tanto anche di Blended Reality ovvero uno scenario ove il mondo fisico, in cui la stampa 3D rivestirà un ruolo da protagonista, si mescola con quello digitale. Louis Kim, che in HP coordina il reparto dedicato all’Immersive Computing ci ha mostrato alcune soluzioni digitali già pronte: HP Z 3D CAMERA è ad esempio uno scanner 3D che può agganciarsi a ogni monitor e offrire le potenzialità creative di Sprout. Abbiamo potuto anche provare l’HP Z VR Backpack ovvero un PC indossabile (con tanto di scheda grafica nVidia Quadro) studiato per la realtà virtuale. HP FitStation è invece un dispositivo capace di mappare in 3D piedi e camminata del cliente finale così da offrire una calzatura su misura (ove la misura non è la solita taglia ma un vero e proprio calco virtuale dell’intero piede): attualmente viene impiegato da alcuni team NFL, SuperfeetBrooks Sports (che qui ha annunciato la sua prima scarpa da corsa con suola stampata su misura).

Shane D. Wall
Shane Wall è colui che guida la visione e strategia tecnologica di HP.

Come tiene a sottolineare Shane Wall (Chief Technology Officer di HP) “quello che vedete qui oggi sono solo le impronte di un cammino futuro già ben definito dalla nostra vision”. “Una visione” prosegue Wall “che tiene conto dei megatrends che potrebbero condizionare la società che verrà” ovvero una sempre più rapida urbanizzazione, cambiamenti demografici, iperglobalizzazione e un’innovazione sempre più accelerata. Solo una rivoluzione dirompente, aggiungiamo noi, può scongiurare che l’umanità collassi sotto sé stessa e HP sembra avere le carte giuste per cavalcarla. E voi, siete pronti a reinventarvi?

 

Autore Alessandro Polli

Giornalista specializzato nel raccontare ciò che osserva vivendo sulla cresta di quell'onda chiamata progresso tecnologico. Negli anni ottanta ha avuto la fortuna di seguire prima l’avvento e successivamente l’affermarsi dei personal computer, poi, nel decennio successivo, l’esplosione dell'intrattenimento elettronico e, recentemente, di quella rivoluzione chiamata 3d printing. Tre epiche cavalcate tecnologiche che oggi gli permettono di raccontare un futuro sempre più sorprendente.

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