Sbarca in Europa il filamento antibatterico di Copper3D

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Che il mondo delle protesi medicali stia sperimentando sempre di più l’utilizzo della stampa 3D non è una novità e i risultati ottenuti sono decisamente incoraggianti. Ciononostante, ci sono ancora margini di miglioramento, in particolare per quanto riguarda l’efficienza dei materiali. Il nuovo filamento antibatterico presentato dalla società cileno-statunitense Copper3D rappresenta un passo avanti proprio sotto questo particolare aspetto.

Parliamo di PLACTIVE, un polimero PLA contenente un nuovo additivo (protetto da brevetto) basato su nanoparticelle di rame e che dispone di una serie di proprietà “attive” nell’eliminazione completa di un’ampia gamma di microrganismi.

In aggiunta a questo, Copper3D ha anche sviluppato un nuovo materiale per uso medico chiamato NANOCLEAN, un polimero antibatterico PETG di alta qualità rivolto a scopi più specifici nel mondo dei dispositivi medici. Tutti i materiali sono stati testati e convalidati come completamente antibatterici dal laboratorio di microbiologia dell’Università Cattolica di Valparaiso (Cile) e dal laboratorio di microbiologia SITU Biosciences (USA).

Fino ad ora, i prodotti realizzati da Copper3D erano disponibili solo negli Stati Uniti, ma grazie al recente accordo di distribuzione esclusiva firmato con la società inglese 3D GBIRE adesso sono disponibili anche in tutta Europa – merito dell’ampia rete di partner e rivenditori su cui può contare 3D GBIRE.

“Essere in grado di promuovere il potenziale applicativo di questi rivoluzionari materiali è un traguardo rivoluzionario e 3D GBIRE è entusiasta di collaborare con Copper3D e di aderire all’ecosistema della stampa 3D antimicrobica”, ha spiegato Paul Croft, Direttore di 3D GBIRE. “Poter contribuire al progresso nella cura del paziente e al miglioramento del processo di recupero medico è qualcosa di cui tutti siamo estremamente orgogliosi”.

Le soluzioni offerte da Copper3D si pongono quindi come una sorta di cura per un problema concreto presente nel campo delle protesi medicali: basta pensare che, dati alla mano, il 40% dei pazienti che usano protesi soffre di disturbi dermici dovuti alla carica batterica che si sviluppa per fattori come la porosità dei materiali, il contatto diretto con la pelle o le geometrie complesse difficili da pulire correttamente.

PLACTIVE è la prima di una serie di risposte a queste problematiche: il filamento antibatterico, infatti, è già stato impiegato clinicamente per la realizzazione di protesi stampate in 3D per i veterani di guerra statunitensi (studio pubblicato sul Journal of Applied Sciences) ed è attualmente testato anche dalla NASA per l’applicazione della stampa in 3D in missioni spaziali a lungo termine.

Autore Matteo Maggioni

Laureato in Scienze Giuridiche presso l’Università degli Studi di Milano, nel corso degli anni Matteo si è specializzato nel mercato delle New Technologies, concentrandosi particolarmente sul mercato della stampa 3D e sulle sue possibili applicazioni nel mondo dell'Industria 4.0.

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