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David Borrelli (M5S): “Con la stampa 3D le PMI Italiane devono recuperare la competitività”

In questa intervista esclusiva, David Borelli, parlamentare europeo del Movimento 5 Stelle, parla a 360° di quello che deve succedere per permettere alle PMI italiane di essere leader della manifattura avanzata in Italia e nel mondo.

Lo scorso 25 maggio, anche e soprattutto grazie al lavoro di Giorgio Magistrelli, si è tenuta presso il Parlamento Europeo di Burxelles la seconda Additive Manufacturing and 3D Printing European Conference di CECIMO, l’associazione europea della machine tool industry. Alla conferenza hanno partecipato numerosissimi esponenti internazionali e vari decision maker che plasmeranno lo scenario della manifattura industriale europea nei prossimi anni. Tra questi anche David Borrelli, parlamentare europeo del Movimento 5 Stelle dal 2014 e co-Presidente del gruppo Europa della Libertà e della Democrazia Diretta, attraverso cui svolge numerosi incarichi nei campi di industria, ricerca ed energia. Chiaro, quindi, il suo interesse e – a giudicare da questa intervista – la sua conoscenza approfondita del mercato e delle sfide per lo sviluppo e la crescita della manifattura additiva in Italia e in Europa.

In questa intervista esclusiva, resa possible grazie all’intermediazione di Giorgio Magistrelli, David Borrelli spiega, sia da un punto di vista pratico che da uno di visione generale sul medio-lungo periodo, cosa deve succedere per permettere all’Europa e all’Italia di tornare a essere leader nello scenario della manifattura avanzata globale.

Quanto conosce la stampa 3D e quali pensa che possano essere le prospettive sul breve, medio e lungo periodo?

“La Manifattura Additiva e la stampa in 3D rappresentano una grande opportunità per quelle economie – come quella italiana- basate sull’innovazione e la trasformazione. Da un lato, stiamo assistendo ad una profonda rivoluzione nei modelli di business trainata dall’innovazione digitale e dall’adozione su larga scala delle tecnologie abilitanti fondamentali. Dall’altro, dobbiamo giustamente interrogarci se e come l’Europa è in grado di cogliere le opportunità e affrontare le sfide di un cambiamento radicale. In particolare, per le piccole e medie imprese, che sono la risorsa fondamentale dell’economia europea.

CECIMO AM Conference 20153Quali sono i limiti da superare nell’adozione dei processi di manifattura digitale in Italia?

“Ora, i dati indicano che 4 imprese su dieci ancora non usano alcuna tecnologia avanzata. Nel settore manifatturiero, la proporzione sale ad un’impresa su due. Diventa quindi fondamentale che il percorso di sviluppo della stampa in 3D venga supportato da un rafforzamento delle infrastrutture digitali a livello sia europeo che italiano, in maniera da permettere alle nostre PMI di competere con le imprese degli altri Stati membri.”

Quali sono secondo lei i vantaggi che le tecnologie di stampa 3D possono offrire alle SMI Italiane ed europee?

“Non è un mistero che siamo un Paese creativo sia dal punto di vista progettuale che artistico e pertanto la stampa in 3D offre indubbi vantaggi legati alla personalizzazione dei prodotti; la produzione in volumi ridotti rappesenta anche una opportunità in un Paese – come  l’Italia – dove il costo del lavoro è maggiormante elevato rispetto ai concorrenti europei. Altri aspetti chiave sono i minori costi per la prototipazione e la conseguente riduzione dei tempi di sviluppo e produzione e la riduzione di limiti progettuali.”

Le nostre economie (Italiana ed Europea) sono basate su una produzione di qualità che può beneficare enormemente dall’implementazione di tecnologie digitali nella manifattura. Come mai, quindi, sembra che gli USA e soprattutto l’Asia stiano investendo molto più significativamente sul loro sviluppo?

“I dati a nostra disposizione confermano che la capacità di un’impresa di recepire in maniera rapida le innovazioni tecnologiche e organizzative è strettamente legata alla sua capacità di investimento in attività di ricerca. Inoltre, il fattore dimensionale e gli elevati costi rappresentano ancora un ostacolo nell’accesso a strumenti di protezione della proprietà intellettuale. Qui entra in gioco l’importanza strategica dei finanziamenti pubblici, a livello europeo, nazionale e regionale. Il programma Horizon 2020 ed i fondi della politica di coesione mettono a disposizione ingenti risorse, non sempre adeguatamente sfruttate.  Ma dobbiamo fare sicuramente di più per migliorarne l’impatto e rafforzarne le sinergie, soprattutto quando si parla di PMI. Su questi aspetti intendo concentrarmi in sede di revisione di medio termine del Programma Horizon2020, che affronteremo a fine anno.”

CECIMO AM Conference 20151Come si possono sfruttare adeguatamente le risorse che la CE mette a disposizione delle PME?

“La Commissione Europea stima in 5 miliardi di euro su cinque anni l’investimento che occorre per creare strutture adeguate per testare e sperimentare le innovazioni digitali. E per favorirne l’utilizzo da parte dell’industria, ad es. con un sistema di voucher o di piccole sovvenzioni. Voglio però ricordare che il patrimonio principale che si può e si deve recuperare dal mondo di Bruxelles non è tanto quello dei fondi – ai quali non sempre si può accedere – ma quello del contatto con le realtà più dinamiche d’Europa; in altre parole con il più aggiornato know-how, sia in termini di lettura dei problemi che di capacità di risposta agli stessi.”

Come mai, secondo lei, non si sente quasi mai parlare sui media principali – soprattutto in Italia – della qualità produttiva che tutt’ora persiste nell’industria privata italiana rispetto al resto del mondo?

“Tra le altre attività, come Parlamentare europeo faccio parte della Commissione per il Commercio Internazionale e quella dell’Industria, Ricerca ed Energia. Per quanto concerne la conferenza odierna vorrei specificatamente porre l’accento sulla necessità di un approccio europeo che possa rafforzare lo sviluppo industriale nel settore della manifattura avanzata e sull’importanza di sostenere le piccole e medie imprese che rappresentano la spina dorsale dell’economia non solo italiana ma di tutto il continente. Sicuramente l’industria italiana deve essere maggiormente tutelata in Italia e promossa a livello europeo e internazionale.”

Avete in programma di attuare (o lo avete già fatto) dei programmi di finanziamento o supporto alle SMI che vogliono investire nelle nuove tecnologie?

Al centro delle politiche economiche del M5S, la PMI rivestono un ruolo chiave: da sempre contrari al finanziamento pubblico ai partiti, grazie a oltre 15 milioni di Euro di stipendi restituiti dagli eletti M5S sono già state finanziate oltre mille imprese in Italia, generando oltre 2.500 posti di lavoro tramite il sistema di microcredito che si avvale ormai di quasi 10mila sportelli. Le PMI sono la spina dorsale dell’industria europea e dovrebbero essere maggiormente agevolate nell’adozione di nuove tecnologie e nell’accesso ai progetti europei.

In particolare, ritengo necessario incoraggiare le start-up e la partecipazione delle PMI ai progetti europei, riducendo gli oneri amministrativi ed i tempi di approvazione; inoltre, l’UE dovrebbe anche mirare a creare un vero e proprio sistema di ricerca e innovazione in Europa, in cui gli Stati membri possano partecipare e cooperare creando un network maggiormente forte ed interattivo.

david borrelli m5s2Cosa si può fare da un punto di vista pratico?

Un altro aspetto che mi preme sottolineare è la possibilità per le PMI di poter accedere ad un database –costantemente aggiornato e completo – di fornitori di servizi di manifattura additiva/ stampa in 3D a livello europeo, utile anche per promuovere quelle società di servizi che si stanno sviluppando nel settore [da questo punto di vista, il nostro sito partner internazionale, www.3dprintingbusiness.directory, potrebbe essere un valido punto di partnenza, N.d.R.]. Al riguardo, bisogna anche sviluppare le opportunità pratiche per testare le tecnologie additive al fine di aumentare tra gli imprenditori la consapevolezza sulle relative opportunità. Un’idea per agevolare l’accesso delle PMI all’utilizzazione delle tecnologie additive, potrebbe essere rappresentata da uno sviluppo e livello europeo di una fornitura di vouchers e piccole sovvenzioni che permettano l’accesso a centri servizi di settore, specificatamente per la fase di prototipazione e di fabbricazione di piccole quantità di prodotti.

Crede che le SMI italiane (ed europee) riusciranno a recuperare la competitività perduta negli ultimi anni?

Vi sono due aspetti che dobbiamo considerare: le priorità dell’industria manifatturiera e quella dell’Unione Europea, con il recente Pacchetto di misure per la digitalizzazione dell’industria. Al fine di recuperare la competitività, è compito anche di noi deputati, in quanto rappresentanti di cittadini e imprese, fare in modo che queste due strategie siano tra loro coerenti e comunicanti. E che i fondi impegnati a titolo dei vari strumenti di finanziamento messi a disposizione dall’Europa, siano spesi nella giusta direzione. Penso, ad esempio, alla necessità di un mercato europeo dei capitali di rischio all’altezza, come premessa indispensabile per bilanciare la superiorità degli investitori extra UE.

Possono l’Italia e l’Europa davvero diventare dei leader globali per la manifattura avanzata? Cosa deve succedere affinché questo si verifichi?

Servono finanziamenti, serve una visione comune, serve la capacità dell’Europa nel suo complesso di progredire alla stessa velocità. Diversi Paesi stanno implementando strategie specifiche per sostenere le proprie imprese; la nostra attenzione deve restare alta [in modo] che le singole iniziative convergano in un approccio globale ed una governance a livello europeo. Che questa rivoluzione non trascini con sé disuguaglianze tra settori, imprese e regioni in Europa. Voglio però ricordare che il patrimonio principale che si può e si deve recuperare dal mondo di Bruxelles non è tanto quello dei fondi – ai quali non sempre si può accedere – ma quello del contatto con le realtà più dinamiche d’Europa; in altre parole con il più aggiornato know-how , sia in termini di lettura dei problemi che di capacità di risposta agli stessi.

Potrà mai nascere una nuova “Apple” o un nuovo “Facebook” italiano o europeo, magari proprio nel mondo della stampa 3D?

“Per diretta esperienza – e non solo per quanto riguarda la manifattura additiva –  soprattutto a partire dalla crisi finanziaria del 2008, un’altra problematica che affligge le PMI italiane ed europee è la difficoltà di accesso al credito: in Europa, al contrario degli Stati Uniti è molto difficile per i “due ragazzi che inventano in un garage” ricevere un finanziamento adeguato: sono quindi necessari strumenti di finanziamento che devono essere messi a disposizione per sostenere l’imprenditorialità, le start-ups e la crescita delle PMI, dal momento che il settore della manifattura additiva e della stampa in 3D sono uno degli ambiti dalle maggiori potenzialità in termini di sviluppo ed innovazione.”

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Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version. Inoltre sono Senior Analyst di SmarTech Analysis, una delle più importanti realtà al mondo attive nella rilevazione di dati e previsioni di mercato relative ai vari segmenti verticali dell'industria della manifattura additiva.

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