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Crisi dei container, anche Preziosi ora chiede il reshoring

(Ma probabilmente avrebbe dovuto iniziare a pensarci prima)

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C’è una crisi epocale in atto. Si sapeva da qualche tempo ma le sue conseguenze non sono ancora emerse pienamente: si tratta dei container bloccati in Cina da una crisi generalizzata del trasporto merci globale. Gli effetti sono già così pesanti che a gridare allarme è persino Giochi Preziosi, azienda che—come tutte nel mondo del giocattolo—ha spostato da tempo il 95% della sua produzione in Cina. La stampa 3D potrebbe ora aiutare ad alleviare alcuni effetti ma sicuramente sarebbe stato meglio inziare a pensare prima a come attuare una politica di reshoring in cui anche le tecnologie di stampa 3D avrebbero potuto andare incontro a esigenze produttive enormi.

“Ho 5.500 container fermi nei porti della Cina”, ha detto il Presidente di Giochi Preziosi, Enrico Preziosi, secondo quanto riportato oggi in un articolo del Corriere della Sera Economia. Per sbloccare le navi e ricevere la merce le compagnie asiatiche ci chiedono di pagare cifre astronomiche: invece dei circa 10 milioni che abbiamo sempre versato per queste spedizioni, ora ce ne vogliono più di 60. Ci tengono in ostaggio dicendo che non ci sono navi a sufficienza da inviare in Europa. E in gioco per noi c’è la campagna di vendite di giocattoli per il Natale, che dovranno essere nelle vetrine già a ottobre. Ho 2.400 dipendenti tra Italia ed Europa e un piano importante di investimenti nella Penisola. Non voglio che siano messi a rischio, quindi sto pagando».

Crisi dei container, anche gPreziosi ora chiede il reshoring
Gormiti stampati in 3D da Giochi Preziosi: purtroppo ad oggi si tratta solo di prototipi ma con i giusti investimenti sarebbe probabilmente già possibile avviare anche alcune produzioni digitali additive a livello locale.

Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, persino Enrico Preziosi, si è finalmente convinto che l’industria nazionale, ma anche quella europea, debba rivedere il suo modello. E non certo solo per il settore dei giocattoli. La crisi odierna, sicuramente innescata dalle precedenti crisi legate alla pandemia, inclusa la mancanza di materie prime provenienti dalla Cina, sta evidenziando un problema reale per tutte le imprese, quello degli approvvigionamenti dall’Asia. Noi chi ci occupiamo di stampa 3D lo stiamo dicendo da quasi 10 anni ma difficile dare ascolto a chi chiede cambiamenti radicali finché non si viene toccati pesantemente nel portafoglio (e non vale solo per questa situazione: la sostenibilità ambientale e l’inclusione seguono le stesse identiche dinamiche)

Preziosi ora spiega che “nei trasporti è in atto una sorta di asta speculativa, equiparabile a una nuova battaglia sui dazi”. E aggiunge: «Ci vuole un piano di reshoring dell’industria, dobbiamo riportare in Italia le produzioni, ne sono convinti tutti gli imprenditori. Potremmo creare più occupazione, fare altri investimenti. Ma è necessario avere il consenso del governo, con strumenti di supporto che riguardano contribuzione e tassazione. Ne ho già parlato con esponenti della politica. È un capitolo chiave nella ripartenza, in una fase in cui si sta investendo, anche grazie all’Europa. Vorrei attenzione sul prodotto italiano fatto nel Paese, la carta vincente sui mercati globali».

Che poi proprio Giochi Preziosi la stampa 3D l’ha sta già anche utilizzando a livello prototipale (vedi immagine qui sopra), anche se forse si tratta di un caso di “troppo poco, troppo tardi”. Magari non è ancora possibile produrre milioni di pezzi direttamente in stampa 3D, ma con investimenti importanti ma mirati e un workflow ottimizzato si potrebbero produrre localmente, mediante stampa 3D, i tool e gli stampi necessari per produzioni anche di un numero molto significativo di pezzi.

Noi di 3dpbm e Replicatore siamo a disposizione per aiutare le aziende Italiane a capire come si possa fare attraverso le nuove capacità produttive delle stampanti 3D.

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Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version.

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