Crew Dragon di SpaceX vola con un motore stampato in 3D

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Il progetto SpaceX di Elon Musk è senza dubbio uno dei più seguiti a livello mediatico, visto l’impatto che può avere nel futuro per l’intera razza umana. Per chi ancora si fosse perso l’ultima iniziativa del fondatore di Tesla, parliamo del piano futuristico che ha come obiettivo finale la colonizzazione dello spazio più vicino al nostro pianeta. Certo, ci vorrà tempo, ma il lavoro procede in maniera costante, tanto che proprio qualche giorno fa si è volta con successo la prima prova di volo del veicolo destinato al trasporto orbitale umano: il Crew Dragon.

Concepito per garantire i più alti standard di sicurezza, Crew Dragon nasce anche grazie al supporto delle tecnologie di stampa 3D. Parlando nello specifico, le tecnologie attive sono state impiegate nello sviluppo del motore, con lo scopo di ridurre costi, sprechi e rendere il processo di produzione più flessibile in generale. Inoltre, un componente chiave del motore a razzo – noto come camera di combustione – è stato fabbricato interamente le soluzioni per metallo di EOS, combinate all’uso della lega Super Inconel che assicura una resistenza superiore, una notevole duttilità e una minore variabilità delle proprietà dei materiali.

Crew Dragon ha già fatto storia nel 2012 quando è diventato il primo veicolo spaziale commerciale a consegnare merci alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) e a riportare in sicurezza il carico sulla Terra, ma ora è stato in grado di raggiungere un nuovo primato con un’impressionante dimostrazione dell’efficienza legata al motore del veicolo.

A livello tecnico, il motore stampato in 3D infatti non ha assolutamente nulla da invidiare a quelli tradizionali, anzi, con la possibilità di essere regolato dal 20% al 100% della spinta e per supportare tranquillamente differenti riavvii del sistema, risulta estremamente affidabile. In aggiunta, Crew Dragon dispone di ogni misura di sicurezza ausiliaria per preservare la salute dei viaggiatori, da sistemi manuali per la gestione del veicolo a paracaduti di ultima generazione – giusto per essere sicuri che la sopravvivenza dell’equipaggio non dipenda esclusivamente da un singolo meccanismo.

Se Elon Musk era già riuscito a impressionare il mondo con Tesla, ora con SpaceX punta ad entrare nei libri di storia – e in un progetto del genere, non è sicuramente un caso la stampa 3D ricopra un ruolo di rilievo.

Autore Matteo Maggioni

Laureato in Scienze Giuridiche presso l’Università degli Studi di Milano, nel corso degli anni Matteo si è specializzato nel mercato delle New Technologies, concentrandosi particolarmente sul mercato della stampa 3D e sulle sue possibili applicazioni nel mondo dell'Industria 4.0.

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