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Con Stratasys la stampa 3D s’incammina sulla passerella

Stratasys ha mostrato le sue stampe su tessuto al fuorisalone milanese

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In occasione della Milan Design Week, Stratasys ci ha invitato presso il suo stand al SuperStudio Più di Via Tortona. Qui erano mostrate in funzione sia la J850 TechStyle, la prima macchina pensata appositamente per la stampa 3D su tessuto, sia la J55 Prime.

Ad accoglierci abbiamo trovato nientemeno che Naomi Kaempfer, Creative Director di Stratasys nonché pluripremiata pioniera capace di combinare arte e moda innovativa con tecnologia avanzata.

Come lei stessa ci ha spiegato: “l’intera storia della tecnologia 3DFashion è iniziata nel 2018 quando il mio collega Boris Belocon mi ha mostrato che potevamo stampare su tessuti. Era una piccola e brutta parte stampata su un pezzo di stoffa, ma ne ero super entusiasta”.

Questi bottoni un tempo venivano rivestiti a mano uno a uno. Ora possono essere semplicemente stampati in 3D.
Questi bottoni un tempo venivano rivestiti a mano uno a uno. Ora possono essere semplicemente stampati in 3D replicando le sembianze del tessuto su cui vengono applicati.

“Boris” ci ha spiegato Naomi “è l’ingegnere che collega il mondo creativo alle macchine mentre io sono responsabile di tutte le collaborazioni creative di Stratasys. Coinvolgiamo designer, stilisti, artisti, architetti per esplorare insieme a loro le novità della nostra tecnologia. Io escogito un progetto creativo grazie alla mie competenze in design e tecnologia e Boris lo adatta alla nostra tecnologia. Lavoriamo a stretto contatto con il nostro team di ricerca e sviluppo per scoprire nuove iniziative, nuove applicazioni e nuove opportunità all’interno di questa tecnologia e in linea con le idee emergenti nel mercato del design e della cultura.”

La versione TechStyle della J850 può stampare all’interno di un’area effettiva di 46x36x5 cm, direttamente su una pezza di tessuto (anche già precedentemente assemblato e indossato). Gli ingegneri di Stratasys hanno aggiunto uno spazio di 5 cm oltre la piastra di costruzione per posizionare i tessuti. Questo spazio può essere esteso fino a due metri attraverso delle maschere personalizzate. “Le maschere e lo spazio extra” ha proseguito Naomi “ci permettono di stampare direttamente sui pantaloni o sulle maniche”. A riprova di tutto ciò Naomi ha poi invitato i visitatori dello stand Stratasys a farsi stampare, in poco meno di un’oretta, un decoro 3D sui loro indumenti.

La tecnologia 3DFashion permette di ottimizzare il meccanismo del tasso di assorbimento consentendo una perfetta adesione su un’ampia varietà di tipi di tessuti, rendendola invece al momento meno adatta per i materiali poco assorbenti a cui il dettaglio stampato faticherebbe a rimanere saldamente attaccato. Ovviamente, non sono certo questi i limiti che possono fermare le menti creative dei designer sparsi per tutto il mondo. Qui vi offriamo una carrellata di esempi a dir poco spettacolari tratti dalla collezione SYSS 2Y22 REFLECTION:

Ganit Goldstein ha creato la sua GnoMon Collection collaborando con Naomi Kaempfer e Stratasys. Combinando materiali dalla diversa trasparenza e forma, la stilista è riuscita a creare sfumature diverse a seconda del punto di osservazione.

Jasna Rock ha collaborato con Travis Fitch per la Collezione Trypophilia, una serie di capi ognuno dei quali rappresenta un’emozione diversa. La rabbia, ad esempio, è stata rappresentata da aculei rossi mentre la paura da una serie di elementi poligonali irti lungo la schiena.

Da FORÆVA, l’estro creativo della stilista Lana Dumitru e dall’architetto Vlad Tenu ha dato vita a splendidi variopinti mosaici composti da microscopiche repliche di mani e lettere tridimensionali. Il tutto, ovviamente, impresso su tessuto.

Sfruttando le potenzialità della J850 TechStyle 3D, il designer industriale Karim Rashid ha potuto esprimere la tridimensionalità delle sue curve anche su tessuto (nonché su lampade e altri oggetti da lui creati in 3D).

Filippo Nassetti e Vincenzo Reale hanno collaborato con Stratasys per dar vita alla loro Postnatural Prostheses – The Thalassic Mask ed esplorare nuovi modi di esprimere (o celare) la propria personalità.

Assa Ashuach è riuscito a creare una calzata morbida e leggera senza rinunciare a una ricca personalizzazione fatta di variopinte miniborchie stampate in 3D. L’intersuola “Evolve Sensor” è stata invece stampata incastonando al suo interno tutta una serie di  sensori capaci di raccogliere dati sulla qualità della camminata.

Stampando una complessa struttura poligonale su pelle vegetale, Assa Ashuach ha realizzato anche una serie di originali borsette personalizzate.

Questa invece è una maglietta che un dipendente Stratasys ha provato con successo a stampare per sé. Non male vero?

Una Monna Lisa dalle due facce.

Un altro emblematico esempio di quali siano le potenzialità della stampa 3D nella produzione ci era stato mostrato una settimana fa da Mattia Reggiani di 2C di Coveri: “ci è stato chiesto di realizzare un bracciale secondo lo stile fornitoci dalla maison Dior, be’ questi bracciali in resina colorata semitrasparente sono poi stati completamente realizzati con la J55 di Stratasys senza aver poi avuto bisogno di particolari interventi di post-processing se non la pulimentatura e una cura della presentazione contro eventuali graffi ma vi assicuro che è stato fatto veramente molto poco… quindi un progetto bello e pronto!”. A questo bracciale si è poi aggiunta anche la famiglia di anelli. “Vi faccio solo notare” ha concluso Mattia “che il sell out di questi oggetti si aggira attorno al migliaio di euro, quindi capite bene che il valore aggiunto di questa macchina è esponenziale.”

 

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Alessandro Polli

Giornalista specializzato nel raccontare ciò che osserva vivendo sulla cresta di quell'onda chiamata progresso tecnologico. Negli anni ottanta ha avuto la fortuna di seguire prima l’avvento e successivamente l’affermarsi dei personal computer, poi, nel decennio successivo, l’esplosione dell'intrattenimento elettronico e, recentemente, di quella rivoluzione chiamata 3d printing. Tre epiche cavalcate tecnologiche che oggi gli permettono di raccontare un futuro sempre più sorprendente.

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