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CIM 4.0, a Torino un polo manifatturiero di livello mondiale per una nuova generazione di prodotti

Il Competence Center di Torino e la nuova prospettiva dell’Industria 4.0; intervista esclusiva all’amministratore delegato Enrico Pisino 

CIM 4.0, competence center con sede a Torino, rappresenta il supporto operativo e strategico dedicato alle aziende manifatturiere orientate verso la digitalizzazione dei processi industriali nella prospettiva dell’Industria 4.0.  Questo polo, che si avvale del supporto di società di livello mondiale del calibro di FCA e Leonardo, nasce per offrire punto di riferimento per tutto ciò che riguarda il trasferimento tecnologico, la diffusione di competenze e specializzazioni legate a cicli produttivi tecnologicamente avanzati, oltre a formazione e cultura 4.0 per le aziende. Il compito del competence center è supportare, attraverso l’attivazione di linee pilota, lo sviluppo tecnologico di processi e prodotti innovativi, offrendo alle aziende una struttura in grado di semplificare e rendere più competitivo l’approccio a nuovi mercati.

Con un background professionale che lo ha portato al ruolo di Director Global Advanced Technology Plan e Head of Vehicle Research & Innovation, EMEA in FCA, l’Ing. Enrico Pisino, è oggi l’amministratore delegato del Competence Center torinese. L’abbiamo incontrato – online – per farci raccontare la nascita, la mission e le prospettive future del CIM 4.0.

Ci può descrivere come è nato e di cosa si occupa il CIM 4.0?

“Il nostro competence center nasce grazie ad una iniziativa del Politecnico e dell’Università di Torino che tramite il lavoro di coordinamento dell’Unione Industriale di Torino ha consentito il coinvolgimento attivo di 23 Imprese leader nell’innovazione 4.0. Si è deciso quindi di mettere a disposizione le competenze base su tutte le tecnologie abilitanti dell’Industria 4.0, ma con un’alta specializzazione su Additive Manufacturing e Tecnologie per la Digital Factory. In merito al primo focus supportiamo le imprese nell’additive metallico mentre relativamente all’ambito della Digital Factory, dove ci occupiamo di ottimizzazione dei processi produttivi, dall’”efficientamento” alla manutenzione predittiva; sono l’applicazione dell’Artificial Intelligence, la Realtà Virtuale e l’IoT le principali tecnologie di sviluppo.”

Quanti siete in termini di personale? E come siete organizzati?

“Abbiamo 10 persone dipendenti diretti, 183 sono invece consorziati, di cui la maggior parte persone con grande esperienza nel campo dell’Industria 4.0. Inoltre fanno parte del team 22 docenti, di cui 15 ordinari, che lavorano nei nostri gruppi come consulenti. Queste risorse sono divise in 4 working-group ognuno dei quali coordinati da un PM, risorsa di alto potenziale che ho selezionato e assunto personalmente. Il primo gruppo segue il mondo dell’additive, il secondo quello della digital factory, il terzo la formazione e il quarto si occupa di cooperazione e bandi pubblici”

Che investimenti sono stati fatti riguardo la manifattura additiva nello specifico?

“Abbiamo acquisito 4 macchine, 3 a letto di polvere (da 150, 250 e 400mm di Prima Industrie e EOS) ed una a “deposizione diretta” di grandi dimensioni (1000 x 800 x 600 mm), per rispondere alle esigenze di differenti settori come l’automotive, l’agricoltura e l’aerospazio. Sono diverse le aziende che lavorano nell’Aerospace e nell’Oil&Gas interessate alla manifattura additiva per le riparazioni e/o il completamento di grandi attrezzature e grandi impianti. Questo laboratorio, è una vera e propria linea pilota, in cui si sviluppano processi e si producono oggetti e dove abbiamo tutto il necessario per garantire la qualità e il completamento delle lavorazioni. Un notevole investimento, alcuni milioni di euro,che abbiamo già impegnato e che dovrebbe essere finalizzato entro giugno con la messa in funzione della pilot line.”

Quali servizi offrirete?

“Sono molteplici e complementari: la nostra scelta è stata quella di partire dallo studio del potenziale della tecnologia per arrivare poi all’uso della nostra linea pilota per produzioni molto specialistiche e di nicchia. Quindi sia i nostri consorziati ma soprattutto le aziende esterne e preferibilmente le PMI possano venire da noi ad utilizzare gli impianti o a farceli usare per conto loro, valutando anche potenziali business attraverso servizi di consulenza. Disponiamo infatti di una profilata piattaforma di valutazione delle varie alternative alla tecnologia di manifattura tradizionale per invitare le aziende ad una valutazione, anche economica, dell’additive. Partendo quindi dal portfolio prodotto e dalle linee produttive suggeriamo alle imprese un processo di avvicinamento all’implementazione della manifattura additiva. Completiamo i nostri servizi con un’offerta formativa fortemente specialistica: diamo accesso ad attività di formazione, in aula e in questo periodo di emergenza Covid-19 totalmente ‘switchata’ in webinar, che le aziende hanno già definito all’interno delle proprie strutture, quindi per esempio attività formative promosse da FCA per l’automotive o Leonardo per l’aerospace vengono trasformati in corsi di formazione o di rettifiche delle competenze di CIM 4.0. In questo è contemplata la possibilità di attuare anche un training on the job così da accelerare e ottimizzare il processo di formazione.”

Enrico Pisino, CEO del CIM 4.0

In cosa consiste la collaborazione con queste aziende?

“In realtà queste aziende non sono partner, sono consorziati, quindi proprietari. Oggi siamo un consorzio ma diventeremo presto una società consortile a responsabilità limitata (Scarl) che comprenderà la partecipazione di queste grandi aziende e università, tutte con la stessa percentuale. Non ci sarà quindi un socio di maggioranza. Tra due anni verificheremo interesse delle aziende e opportunità di ampliare la partecipazione a nuovi soci.”

Si può dire che il Piemonte sia l’Hub dell’aerospaziale come dell’automotive?

“Possiamo affermarlo ma direi che tutto il territorio nazionale è attivo su aerospace e automotive. Invece per la competenza tecnica sull’additive metallico posso affermare che Torino è all’avanguardia grazie anche ad un team di scienziati attivo da quasi 30 anni presso il Politecnico di Torino. Naturalmente questo dovrà servire in un’ottica collaborativa e non certo di competizione, per cui noi rappresentiamo un riferimento nazionale a disposizione di tutte le imprese e pronti a collaborare anche con altri competence center presenti in tutt’Italia.”

Che impatto avranno nell’additive i cambiamenti che inevitabilmente ci saranno nei prossimi mesi a causa dell’emergenza del coronavirus?

“Nel 2019 ci sono stati grandi investimenti nell’automotive per quando riguarda l’additive, stessa cosa nell’aerospazio e nell’industria manifatturiera. Era quindi un percorso tracciato, con un trend molto chiaro. Adesso con l’emergenza che stiamo vivendo è naturale chiedersi cosa accadrà, e voglio partire dai fabbisogni di tutti noi. Banalmente ci sarà una riduzione, per esempio, su abbonamenti allo stadio o al cinema, perché inevitabilmente resteremo condizionati. Un cambio dei fabbisogni e delle priorità si tradurrà in tipologie di prodotti che diminuiranno e altri che invece aumenteranno, credo ad esempio che molti di noi si doteranno di un robot disinfettante in casa, e la stessa cosa succederà per gli uffici o per gli ospedali. Questo esempio solo per dire che verrà ridefinito il business per molti comparti industriali, e l’additive manufacturing ne farà sicuramente parte, perché nel momento in cui c’è da ricostruire e reinventare un prodotto e la relativa linea produttiva, si farà molta attenzione ai capitali, e al momento l’unica via che offre la possibilità concreta di ricostruire bene con capitali contenuti è proprio l’additive manufacturing.”

Come si traduce tutto questo nel mondo della produzione industriale?

“Ci sarà una riconversione delle fabbriche, nuovi modelli di organizzazione del lavoro ed una accelerazione nell’utilizzo delle tecnologie digitali, puntando su impianti e strumenti automatizzati e più in generale sulla robotica. Si inizierà a pensare a nuovi business ed ai relativi prodotti e servizi già con le nuove tecnologie: ad esempio l’additive sarà una tecnologia abilitante perché non richiede elevati investimenti e potrà essere impiegato senza aver paura di abbandonare i vecchi macchinari. Diventeremo un mondo più attento al sociale, all’ambiente, alla salute e benessere, ma ancora globalizzato, non sarebbe vincente mantenere i confini delle tecnologie serrati.”

Quali saranno i prossimi passi importanti?

“Per quanto riguarda il Cim 4.0 andremo a completare le linee pilota, attribuiremo i finanziamenti del secondo bando che abbiamo pubblicato cercando di non andare oltre la metà di giugno, completando tutto quest’anno perché abbiamo bisogno di aziende che riprendano a lavorare. Vogliamo inoltre cominciare a supportare davvero le imprese con i nostri servizi perché siamo pronti e preparati, nonostante l’emergenza Covid-19 ci abbia inevitabilmente un po’ frenato. Come dicevo prima abbiamo un’offerta formativa molto valida, riadattata anche per questa fase di transizione. Giusto pochi giorni fa abbiamo avviato attraverso webinar il primo corso sulla produzione in additive manufacturing tenuto da un docente del Politecnico di Torino con la mia moderazione: abbiamo riscontrato una buona partecipazione, oltre 200 persone da tutta Italia collegate, e soprattutto una forte richiesta di promuovere attività formative fortemente verticali. E’ nostra intenzione rispondere a queste esigenze presentando un programma formativo qualificato e continuativo”.

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Andrea Gambini

Mi piace leggere e scrivere da sempre. Ho iniziato a lavorare in redazione come giornalista sportivo nel 2008, poi la passione per il giornalismo e per il mondo della comunicazione in generale, mi ha permesso di ampliare notevolmente i miei interessi, arrivando negli anni a collaborare con le più svariate testate giornalistiche online. Mi sono poi avvicinato alla stampa 3D, colpito dalle grandissime potenzialità di questa nuova tecnologia, che giorno dopo giorno mi hanno spinto a informarmi sempre più su quella che considero una vera rivoluzione che si farà presto sentire in tantissimi campi della nostra vita quotidiana.

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