Chi produrrà il maggior numero di parti AM per l’uso finale nel settore automobilistico e dove?

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SmarTech Analysis ha appena diffuso un nuovo report sull’additive manufacturing nel settore automobilistico. Questa nuova edizione fa seguito al report redatto lo scorso anno anche se non si tratta di una semplice versione aggiornata. Infatti, quello di cui parliamo è un report del tutto nuovo, il quale, per la prima volta, si allontana dall’AM per prototipi al fine di concentrarsi esclusivamente sulla produzione di parti finali con l’AM, un’opzione ormai del tutto fattibile che permetterà alla manifattura additiva di passare finalmente alla produzione.

Nel report, la dicitura “parti per l’utilizzo finale” è usata per indicare sia le parti finali che gli strumenti dell’automotive (e questi ultimi comprendono stampi, matrici, maschere e impianti e strumenti di assemblaggio personalizzati) impiegati nel processo di produzione automobilistico.

La profondità delle parti per l’utilizzo finale realizzate con AM nell’automotive

Al fine di fornire informazioni nuove e più dettagliate nelle sue previsioni, il report usa a proprio vantaggio le informazioni del database SmarTech, risorsa unica e leader del settore, e prende in analisi più segmenti. Questi includono due aree chiave: una è geografica, con previsioni specifiche per paese. L’altra è invece relativa alla catena di approvvigionamento, cercando di rispondere alla domanda che la maggior parte dei fabbricanti d’automobili si sta ponendo: da dove provengono i soldi (che guideranno l’adozione dell’AM nel settore automobilistico)?

Qui i dati complessivi di SmarTech sono stati suddivisi per dimensioni delle parti (per polimero e metallo, per entrate e per domanda), quindi ulteriormente in tipologie specifiche di parti automobilistiche. Nel report, ciò porta a stime e previsioni su come saranno distribuiti i ricavi tra tre principali tipi di aziende: grandi case automobilistiche, fornitori di componenti automobilistici (livello 1 e livello 2) e fornitori di servizi AM.

Tutto ciò ha portato alla creazione di circa 115 documenti, tra cui 100 previsioni. Per il resto, vi sono tabelle e mappe che descrivono lo stato attuale del mercato dell’AM automobilistica, compresi tutti gli investimenti chiave resi noti dai produttori di automobili e dalle società AM che lavorano con aziende automobilistiche.

Suddividendo i dati in segmenti più piccoli, prendendo in considerazione le tendenze passate e quelle attuali del settore della manifattura additiva, nonché le interviste condotte con i principali operatori del segmento AM nel settore automobilistico, ogni possibile incongruenza da un livello superiore viene appianata.

Utilizzo della stampa 3D da parte dei principali produttori automobilistici. Cliccare sull’immagine per ingrandirla

Un’opportunità da 9 miliardi di dollari

Secondo le nuove previsioni, sarà questo il valore del mercato automobilistico della produzione di componenti per l’utilizzo finale con AM nel 2029. Come si può vedere nella tabella sopra, configurazione definitiva compilata da tutti i diversi set di dati, si prevede che questa verticale sarà ampiamente basata sull’hardware, con l’hardware AM che rappresenta oltre un terzo di tutti i ricavi. Ciò significa che saranno necessarie molte stampanti 3D per soddisfare i requisiti di produttività dell’industria automobilistica di massa.

Si tratta di una buona notizia per i produttori di hardware, ma solo fino a un certo punto. Chiaramente, almeno per i prossimi dieci anni, la proposta di valore dell’AM nella produzione di massa automobilistica sarà ancora difficile da identificare. La differenza però sta nel fatto che fino a pochi anni fa, questa proposta di valore era quasi inesistente (escludendo la prototipazione e alcuni strumenti). Ora, invece, esiste e il suo potenziale è molto significativo.

Esistono due motivi principali per cui si verifica questa situazione: uno è che i produttori di tecnologie AM “tradizionali” per polimeri e metalli (EOS, 3D Systems, Stratasys, SLM Solutions, ecc.) si sono messi al lavoro per ottimizzare il processo di produzione AM end-to-end introducendo più elementi di automazione, migliorando il software e sviluppando nuovi progetti che possono sfruttare appieno le tecnologie AM (DfAM). Il motivo per cui alla fine lo hanno fatto è una certa pressione esercitata da una serie di nuove aziende AM (HP, Carbon, Desktop Metal) che hanno introdotto processi più veloci ed economici, i cosiddetti processi planari, guardando in particolare alla produzione automobilistica di massa.

Le implicazioni di questo “scontro tra titani” si vedranno più chiaramente nel prossimo decennio, ma la mia opinione è che ciò andrà a beneficio dell’adozione, spingendo le grandi case automobilistiche a continuare a investire ingenti somme di denaro, anche se i vantaggi finanziari a breve termine dell’applicazione dell’AM non sono così chiari come potrebbero essere in altri segmenti (come ad esempio in quello medico, aerospaziale, dentale e per alcuni prodotti di consumo). Il report in questione analizzerà ulteriormente questo e molti altri aspetti chiave della produzione additiva nell’automotive, compreso quello della disponibilità di materiali (con uno sguardo alla ceramica e ai compositi, nonché alla plastica e ai metalli ad alte prestazioni).

Dove sono i soldi

Questo report approfondisce la distribuzione geografica della produzione di parti con AM, in cui emerge il ruolo rilevante della Cina. Sebbene le case automobilistiche cinesi non abbiano rilasciato alcun annuncio pubblico significativo riguardo all’adozione della stampa 3D in questo settore, SmarTech ha appreso che ci sono diversi fornitori di servizi di stampa 3D che distribuiscono alle case automobilistiche parti prodotte in modo additivo nel contesto dei loro servizi di produzione standard. Queste informazioni, unitamente alle dimensioni dell’industria automobilistica cinese e all’adozione generalmente rapida delle nuove tecnologie di produzione da parte delle aziende cinesi (inclusa la tecnologia AM importata), portano SmarTech ad aspettarsi che la Cina diventerà il più grande mercato dell’AM automobilistica entro la fine del periodo di previsione. Nel report, è possibile consultare in maggior dettaglio le tendenze di adozione specifiche per Paese.

Autore Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version. Inoltre sono Senior Analyst di SmarTech Analysis, una delle più importanti realtà al mondo attive nella rilevazione di dati e previsioni di mercato relative ai vari segmenti verticali dell'industria della manifattura additiva.

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