Cellink mette in mostra i progressi della biostampa alla Collaborative Partnership Conference

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Cellink è l’azienda nel campo della biostampa 3D che sta contribuendo maggiormente a far capire quali siano le possibilità offerte dalle tecnologie additive in ambito medicale. E la Cellink Collaborative Partnership Conference che si è svolta lo scorso 10 maggio a Milano è stata l’occasione perfetta per mettere in mostra le soluzioni tecnologiche di cui dispone l’azienda e, soprattutto, i principali casi d’uso attuale.

L’evento si è svolto al San Raffaele di Milano è ha visto coinvolte differenti realtà italiane ed estere che stanno utilizzando attualmente le biostampanti di Cellink per lo sviluppo di progetti di ricerca altamente innovativi. Particolarmente degni di nota si sono rivelati alcuni casi di studio mostrati sia dall’Istituto Scientifico San Raffaele, sia dall’Università di Pavia, forse il polo universitario che ad oggi risulta più aperto all’adozione di tecnologie per la stampa 3D – tanto da aver da poco inaugurato lo scorso ottobre 3D4Med, il primo Laboratorio Clinico di Stampa 3D in Italia ed una delle poche realtà internazionali del suo genere.

La Collaborative Partnership Conference di Cellink ha permesso ai partecipanti di ottenere una visione completa dell’applicabilità della biostampa in campi critici quali la ricerca di cure per malattie autoimmuni e tumori o la medicina rigenerativa, con una serie di esempi che hanno mostrato come l’utilizzo dei sistemi Cellink abbia permesso di ottenere risultati concreti e affidabili. Aspetto ancora più importante, questa panoramica generale sui casi d’uso concreti ha offerto ai presenti la prova del fatto che, ormai, la stampa 3D di Cellink rappresenta a tutti gli effetti uno strumento per la ricerca medico/scientifica, in grado di offrire un grado di ripetibilità, di velocità e di precisione davvero impressionanti.

Infine, la Collaborative Partnership Conference è stata l’occasione per vedere in azione anche l’attesa biostampante dedicata al vascolare Lumen X, sviluppata in partnership con Volumetric. Grazie a 1 milione di punti luce, questa stampante garantisce un livello di dettaglio che arriva fino a 200 micron e a una perfetta declinazione della tecnologia SLS in chiave bioprinting, la Lumen X potrebbe segnare un vero punto di svolta per la ricerca vascolare, assicurando ai ricercatori la produzione rapida di strutture vascolari complesse per lo studio in campo medico.

Autore Matteo Maggioni

Laureato in Scienze Giuridiche presso l’Università degli Studi di Milano, nel corso degli anni Matteo si è specializzato nel mercato delle New Technologies, concentrandosi particolarmente sul mercato della stampa 3D e sulle sue possibili applicazioni nel mondo dell'Industria 4.0.

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