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CECIMO: la risoluzione UE potrebbe soffocare l’innovazione nel 3D printing

Da un lato, il riconoscimento da parte del Parlamento Europeo del crescente impatto che il 3D printing sta esercitando su praticamente tutti i settori della produzione può essere accolto come un’evoluzione positiva; dall’altro CECIMO, ovvero la European Machine Tool Industry Association sta mettendo in guardia relativamente ai rischi che le normative UE sulla stampa 3D possono rappresentare se non adeguatamente pianificate.

Per chi non fosse ancora aggiornato, il 3 luglio il Parlamento Europeo si è espresso tramite una risoluzione non vincolante sul  3D printing, mettendo in dubbio l’adeguatezza delle attuali normative della UE. CECIMO ritiene che l’Europa abbia bisogno di un approccio più misurato per evitare una regolamentazione prematura che possa avere un impatto negativo sull’innovazione nella UE. Durante la recente conferenza AMEC 2018, CECIMO e altri rappresentati del settore dell’AM avevano già espresso le loro preoccupazioni in merito al rischio di sovra-regolamentazione e alla necessità di aumentare l’adozione dell’AM per preservare l’attuale leadership europea in questo settore.

Il parlamento ha adottato la sua risoluzione, “Stampa tridimensionale: diritti di proprietà intellettuale e responsabilità civile”, con 631 voti a favore, 27 contrari e 19 astensioni. Nella risoluzione si sottolineano i vantaggi del 3D printing per l’economia e la società, lo status di produzione raggiunto da questa tecnologia in diversi settori e la necessità di nuove regole che supportino una più rapida certificazione delle parti nel processo di manifattura.

EU 3D printing regulations
Mady Delvaux-Stehres, MEP (sinistra); Philippe Vannson, Head of Unit Photonics Unit di DG CONNECT della Commissione Europea); Florian Feucht, Head of Additive Manufacturing Application and Sales di DMG MORI/Realizer (destra), alla recente conferenza CECIMO sull’AM.

Diritti di proprietà intellettuale e applicazioni aziendali

Ciò nonostante, la risoluzione invita inoltre la Commissione Europea a considerare la potenziale revisione del contesto regolamentare della Responsabilità e dei diritti di proprietà intellettuale (IPR) per il 3D printing nell’Unione Europea e rivolge l’attenzione all’attuabilità dei sistemi di imposte nazionali sul copyright  per il 3D printing. Così facendo, si trascura l’impatto negativo di tali misure sull’innovazione nonché le significative inefficienze economiche, compreso il carico amministrativo che i sistemi di imposte sul copyright esercitano sullo sviluppo della stampa 3D in Europa.

Nella sua dichiarazione, CECIMO approva che il Parlamento Europeo riconosca il valore aggiunto del 3D printing e i suoi vantaggi a livello tecnologico, economico e ambientale per l’Europa. L’associazione incoraggia inoltre le Istituzioni europee a distinguere in maniera netta l’uso della tecnologia business-to-business (B2B) da quello business-to-consumer (B2C) , nell’approccio al 3D printing dal punto di vista normativo. I metodi di produzione della stampa 3D sono già soggetti ad un alto livello di requisiti nei settori in cui vengono applicati.

Aumentare la  leadership

La necessità di una regolamentazione a protezione di qualsiasi nuovo segmento industriale è chiara, così come è chiaro che qualunque nuova tecnologia vantaggiosa potrebbe subire una limitazione in termini di crescita per via di approcci normativi poco lungimiranti. Si tratta di una tendenza comune a tutte le nuove tecnologie e potrebbe essere particolarmente gravosa nell’AM, soprattutto mentre altre aree geografiche, come Asia e Stati Uniti, accelerano rapidamente l’uso e l’adozione della manifattura additiva, spesso facilitate da approcci normativi favorevoli e precisi.

Oggi l’Europa ricopre una posizione chiave in diversi segmenti del mercato mondiale del 3D printing, essendo leader nelle tecnologie dell’AM a metallo e in generale nell’adozione dell’AM per applicazioni avanzate. Affinché la piena adozione della tecnologia avvenga in tutto il continente, è di fondamentale importanza evitare nuove azioni regolamentari su responsabilità e diritti di proprietà intellettuale, che soffocherebbero l’innovazione e rallenterebbero il processo di diffusione della stampa 3D nei paesi europei.

L’adozione di questa risoluzione dovrà ricevere un responso obbligatorio entro tre mesi da parte della Commissione Europea, alla quale si è richiesto di definire le proprie opinioni e intenzioni in merito. CECIMO continuerà a relazionarsi con i rappresentanti della Commissione Europea per comunicare loro che l’attuale mosaico normativo relativo a responsabilità e diritti di proprietà intellettuale si adegua già al panorama del 3D printing europeo.

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