Il Sole24 Ore punta i fari su Camozzi e MasterPrint, la stampante 3D più grande al mondo

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Camozzi Automation è la società italiana (di Brescia) che controlla l’americana Ingersoll. Forse ricorderete questo nome visto che Ingersoll è l’azienda che produce la stampante 3D di compositi più grande al mondo, MasterPrint (ve ne avevamo parlato circa due anni fa su 3D Printing Media Network). Ora, a testimonianza della crescente importanza di queste tecnologie, anche il Sole 24 Ore si è accorto di questa realtà e, in un bell’articolo, racconta tutti gli ultimi sviluppi di Camozzi e della sua tecnologia.

L’azienda infatti collabora con con Berkeley, con l’Istituto Italiano di Tecnologia e con il Politecnico di Milano ed è in grado di fornire esperienza con la più grande stampante 3D del pianeta, che usa la tecnologia WHAM (Wide and High Additive Manufacturing) a base di pellet compositi. Il sistema è in grado di produrre pezzi lunghi oltre 16 metri, larghi 5 e alti 2,5 metri. Viene costruita ad-hoc. Il costo – spiega Lodovico Camozzi nell’articolo – può arrivare anche a dieci milioni di euro.

MasterPrint by Camozzi

Il gruppo Italiano, attraverso la controllata USA Ingersoll, è gia stato in grado di installarne cinque, con nuove commesse in corso di realizzazione. Sviluppata da Ingersoll, controllata Usa di Camozzi. Tra questi c’è l’Oak Ridge National Laboratory, che ha contribuito a svilupparla. Recentemente questo sistema è stato usato per realizzare l’imbarcazione più grande del mondo prodotta in 3D dall’Università del Maine, che ha commissionato il colosso hi-tech lungo 18 metri e largo sette.

La piattaforma cloud utilizzata per la gestione remota della stampante, è invece stata realizzata a Brescia. Così come made in Italy sarà il 25% dei componenti della MasterPrint che, secondo quanto rivela Camozzi, sarà portata entro un anno a Milano e sarà la prima di questo genere in Europa (in Francia, però, è già distribuita da MultiStation). Verrà installata nella sede della storica Innse, azienda meccanica salvata dieci anni fa dalla chiusura e rilanciata progressivamente con nuove iniezioni di tecnologia, dove il nuovo impianto lavorerà sia per produrre singoli pezzi finiti richiesti da clienti ma anche prototipi.

Autore Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version. Inoltre sono Senior Analyst di SmarTech Analysis, una delle più importanti realtà al mondo attive nella rilevazione di dati e previsioni di mercato relative ai vari segmenti verticali dell'industria della manifattura additiva.

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