Bimbo di 5 anni torna a respirare autonomamente grazie a uno stent stampato in 3D

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Grazie a uno stent stampato in 3D da Prosilas, azienda di Civitanova Marche (e uno dei più grandi service provider in Europa per le tecnologie di stampa 3D a polimeri), un bambino di 5 anni, affetto da tracheomalacia, potrà avere una nuova vita: una vita scandita da respiro autonomo.

La tracheomalacia è una condizione di eccessivo collasso delle vie aeree durante la respirazione che può portare ad arresti cardiopolmonari potenzialmente letali. Alcuni ani fa, in uno dei casi di studio più impattanti per mostrare i benefici della stampa 3D, un team guidato dal  Dr. Glenn Green, specialista pediatrico in otorinolaringoiatria e ricercatore presso l’università del Michigan, aveva utilizzato la stampa 3D per curare un bimbo affetto, appunto, da tracheobroncomalacia.

Dando seguito a quel primo test, che si era rivelato altamente efficace, Prosilas ha reso possibile la realizzazione di uno stent biocompatibile e riassorbibile che è stato impiantato lo scorso 14 ottobre all’Ospedale Bambino Gesù di Roma. Il dispositivo, a differenza degli stent metallici usualmente impiantati, asseconderà la crescita dell’apparato respiratorio del bambino e verrà riassorbito nel giro di due anni.

A poco meno di un mese di distanza dall’intervento sperimentale (primo di questo genere in Europa), il bambino è tornato a casa con la sua famiglia ed è ora in grado di respirare normalmente.

La nuova combinazione di materiali utilizzata per lo stent è composta da idrossiapatite e policaprolattone (PCL), un poliestere biocompatibile e bioriassorbibile che rimane in vivo per 2-3 anni prima del riassorbimento.

“Nel 2017 ricevemmo la prima richiesta di realizzazione di uno stent in policaprolattone da parte di un ricercatore del Bambino Gesù di Roma. Fino a quel momento non avevamo mai sentito parlare di policaprolattone. Credendo nel progetto, decidemmo di investire in ricerca e sviluppo lavorando sulle proprietà del materiale ed acquistando un nuovo macchinario interamente dedicato al progetto” spiega Vanna Menco.

Dall’idea al dispositivo in sei mesi

La realizzazione dello stent è stato il risultato di un lavoro di squadra che ha coinvolto diversi attori nel processo di manifattura additiva. Le geometrie sono state realizzate partendo dalle immagini bidimensionali (TAC) realizzate nel Dipartimento di Diagnostica per Immagini dal dott. Aurelio Secinaro e poi rielaborate dal dott. Luca Borro dell’Unità di Innovazione e Percorsi Clinici. La produzione è stata affidata a Prosilas che, grazie a pregressi studi di ricerca e sviluppo su ecnologie di additive manufacturing e biomateriali, è stata in grado di realizzare lo stent.

Successivamente, i test di resistenza meccanica sono stati eseguiti grazie alla collaborazione dell’Università di Modena e Reggio Emilia. e l’intervento è stato eseguito il 14 ottobre 2019 dal dott. Adriano Carotti, responsabile dell’Unità di Funzione di Cardiochirurgia Complessa con Tecniche Innovative, in collaborazione con i chirurghi delle vie aeree del Laryngo-Tracheal Team, diretto dal dott. Sergio Bottero.

La realizzazione dello stent con tecnologie di manifattura additiva è un chiaro esempio dell’evoluzione stessa delle tecnologie di stampa 3D tradizionali nella cosiddetta stampa 4D o bioprinting. Alle tre dimensioni infatti si aggiunge una quarta dimensione a rappresentare la trasformazione nel tempo dei materiali. Un’evoluzione tanto avvincente quanto complessa che non può che rappresentare un passaggio fisiologico di chi ha creduto ed operato nel settore dell’additive manufacturing fin dagli albori.

Spiega Vanna Menco “continueremo a lavorare allo sviluppo di questo tipo di applicazioni cercando di stimolare la comunità scientifica ad un maggiore uso di materiali e tecnologie di manifattura additiva”, ed aggiunge “rendiamo disponibile al mondo del Medicale le nostre esperienze ed il nostro processo affinché possano essere uno strumento utile a migliorare la vita di altre persone”.

Autore Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version. Inoltre sono Senior Analyst di SmarTech Analysis, una delle più importanti realtà al mondo attive nella rilevazione di dati e previsioni di mercato relative ai vari segmenti verticali dell'industria della manifattura additiva.

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