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Avere un’Ultimaker 2 Extended fa venir voglia di diventare un (Ulti)Maker

Anche se mi entusiasmo per qualsiasi stampante 3D mi capiti tra le mani, e posso solo essere grato alle aziende che trovano il tempo di organizzare una spedizione e spedirmela per condurre un test, penso anche che perché una recensione sia realmente utile dovrebbe evidenziare i difetti di una stampante 3D e gli aspetti che dovrebbero essere migliorati, più che parlare semplicemente di quanto sia divertente averla e usarla.

Ho cercato di farlo per la Ultimaker 2Go, e di sicuro l’ho fatto di sicuro per la MakerBot Replicator 5. Il mio team ed io abbiamo condotto un’analisi molto approfondita delle cose da migliorare del sistema professionale 3ntr A4V3 e mi sono recentemente focalizzato sui punti di possibile miglioramento (in realtà molto pochi) della Zortax M200.

Ora è tempo di parlare della Ultimaker 2 Extended.

1 broken plate

Devo essere onesto: mi è arrivata col piatto di vetro completamente in frantumi, che potrebbe molto probabilmente significare che la stampante ha subito un colpo molto forte durante il trasporto. Questa potrebbe essere una delle ragioni per cui – poco dopo aver iniziato a usarla – ha cominciato a darmi un errore nel sensore della temperatura.

Quando mi ero imbattuto in problemi di questo tipo con la Ultimaker 2Go avevo deciso di seguire la strada del tipico consumatore e l’avevo portata al distributore ufficiale di Ultimaker nella mia città, 3DiTALY. Quello sembrava l’approccio giusto da seguire per una stampante 3D dedicata ai consumer.

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La Extended è un sistema più orientato ai maker (non mi spingerei a definirla un sistema professionale) e di sicuro non è portatile. Così mi è sembrato più opportuno cercare di trovare il “maker” nascosto, e molto, in me e cercare di sistemarla da solo. È stato un grosso rischio perché quando ho cercato di farlo con la U2Go ho peggiorato la situazione.

Questa volta, però, ho deciso di far le cose per bene e ho seguito le istruzioni.

Il fatto che Ultimaker offra istruzioni molto dettagliate e facili da seguire può essere visto in due modi: da un lato significa che l’azienda supporta seriamente la comunità di utenti, dall’altro potrebbe significare che questi errori accadono abbastanza spesso tanto da rendere strettamente necessarie istruzioni approfondite.

Chi ha letto la nostra recensione della U2Go sa quanto sia negato nell’aggiustare le cose. La buona notizia è che seguendo con attenzione le istruzioni di Ultimaker sono stato in grado di sostituire il sensore di calore e a far funzionare perfettamente la macchina.

Se ci sono riuscito io, può farcela chiunque.

Il tempo che ho speso per farlo è stato sicuramente compensato dal senso di euforia per essere riuscito a riparare qualcosa tutto da solo. Ad ogni modo, dopo questa digressione, ora possiamo tornare alla parte classica della recensione. Ultimaker 2 Extended è molto più pesante della Ultimaker 2Go, così toglierla dall’imballaggio richiede un po’ di tempo in più.

Una volta fatto, riuscire a stampare 3D PLA richiede solo pochi minuti. È già settata per stampare filamenti in ABS, PLA e filamenti UPET proprietari di Ultimaker. Continuo a non amare il sistema di caricamento del materiale, con il motore posteriore separato che sembra sempre masticarsi il filamento, ma questa volta non mi ha dato nessun grosso problema, anche quando ho deciso di testare la piena potenzialità della Extended stampando in 3D una copia alta 30 cm della coppa del mondo di calcio.

A 0,2 mm ci ha impiegato tra le 15 e le 20 ore di stampa e il risultato è stato perfetto. Ho stampato parecchi altri oggetti, inclusi 40 Mini-me per celebrare il mio quarantesimo compleanno, senza aver alcun problema e anche alcune parti meccaniche per il braccio robotico a cui sto lavorando.

Ho terminato entrambe le bobine grigie fornite da Ultimaker e mezza bobina da 1 Kg di filamento bianco fornita da EUMAKERS. Visto che non ho avuto problemi lavorando con PLA ho pensato che fosse ora di provare anche qualche altro materiale. Sfortunatamente, mentre ho moltissimi filamenti di diametro 1,75, non ne ho così tanti da 2,85. Per fortuna mi ero fermato allo stand di Better Future Factory all’Euromold e avevo ricevuto due campioni dei loro filamenti di PET e di ABS riciclato.

Niente di meglio, a mio parere, per testare l’apertura verso altri materiali di Ultimaker Extended. BFF ha prodotto ABS dai cruscotti delle macchine usate e PET dalle bottiglie di plastica usate. Per l’ABS ho usato i settaggi ABS pre impostati mentre per PET ho usato i settaggi UPET.  Entrambi i materiali sono stati stampati senza problemi. L‘ABS sembrava leggero e resistente proprio come il cruscotto di una macchina, anche se ha rilasciato un odore realmente poco piacevole durante l’estrusione.

Il PET non ha rilasciato alcun odore ma non si è rivelato molto trasparente. In ogni caso, il risultato finale è abbastanza buono considerando che proviene al 90% da pastiche usate riciclate.

Alla fine non posso sinceramente raccomandare la  Ultimaker 2 Extended a un pubblico professionale che non ha tempo da perdere per armeggiarci. Comunque a 2,495 euro è una buona opzione di prezzo per stampe di grandi dimensioni e può trovare il suo posizionamento ideale in qualsiasi makerspace, FabLab, negozio o service di stampa 3D. Una delle sue migliori caratteristiche, secondo me, è il look, che potrebbe sembrare superfluo ma fornisce sicuramente un valore aggiunto per qualunque cliente potenziale. vIo, per conto mio, ne sentirò sicuramente la mancanza quando dovrò separarmene.

Ultimaker 2 Extended Side view3

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Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version. Inoltre sono Senior Analyst di SmarTech Analysis, una delle più importanti realtà al mondo attive nella rilevazione di dati e previsioni di mercato relative ai vari segmenti verticali dell'industria della manifattura additiva.

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