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Artista iraniana “additivista” ricrea con la stampa 3D le opere d’arte distrutte dall’ ISIS

Morehshin Allahyari è una new media artist, un’attivista dell’arte, un’educatrice, e talvolta una curatrice di mostre. In molti dei suoi progetti recenti fa un uso intensivo della stampa 3D, che vede come il cuore di un approccio “Additivista”. Qui la stampante 3D è vista come una metafora dei nostri tempi e considerata uno “strumento per l’arte, il design e l’ingegneria, e un segno di una prossima era fatta di chimica sintetica, biotecnologie. In questa visione le tecnologie di fabbricazione 3D sono quindi già un luogo di scambio comune tra discipline e forme di materialità.”

Il Manifesto Additivista e l’imminente Additivist Cookbook sono alcuni dei progetti in cui è coinvolta Morehshin per spingere i limiti di quello che è possibile fare con la stampa 3D. In linea con questo approccio, il suo ultimo progetto, Material Speculation, è un progetto di fabbricazione digitale e stampa 3D che ispeziona le relazioni petropolitiche e poetiche tra stampa 3D.plastica, petrolio, tecnocapitalismo e Jihad.

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Morehshin è nata e cresciuta in Iran e si è spostata negli Stati Uniti nel 2007. Il suo lavoro si occupa delle contraddizioni politiche, sociali e culturali che affrontiamo ogni giorno. Lei vede la tecnologia come una “strumentazione filosofica per riflettere sugli oggetti; un mezzo poetico per documentare le vite personali e collettive che conduciamo e le nostre lotte come esseri umani nel ventunesimo secolo.”

Con i suoi lavori Morehshin ha partecipato a numerosi festival, mostre e laboratori in tutto il mondo. È stata anche un’artista residente, tra gli altri, al CMU STUDIO per Creative Inquiry,al Workshop Autodesk Pier9 a San Francisco (dove ha co-fondato l’ Experimental Research Lab) e nel 2013 al BANFF Centre.

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Nella prima serie prodotta per il suo ultimo progetto, “Material Speculation: ISIS”, l’artista esplora l’uso della modellazione e della stampa 3D per la ricostruzione di alcune selezionate opere d’arte che sono state distrutte nel 2015 dall’ ISIS. Queste opere includono sia statue della città romana di Hatra sia opera d’arte assire da Ninive. L’artista implementa la stampa 3D come possibilità pratica e politica di archiviazione delle opera d’arte, e propone anche la tecnologia come uno strumento di resistenza e documentazione e come processo di riparazione della storia e della memoria.

Anche se non è la prima volta che artisti usano la stampa 3D come mezzo per riprodurre e salvaguardare alcuni dei tesori antichi distrutti dalle milizie dell’ISIS, il progetto di Morehshin va la di là dello stampare in 3D (in alta risoluzione e in resina trasparente) le opere perdute. Gli oggetti includono anche una chiave usb e una memory card all’interno di ciascun elemento. Come una “time capsule”, ogni oggetto è sigillato e conservato per le civiltà future, con istruzioni su come aprirli per accedere alle unità di memoria senza distruggere gli oggetti stessi. Le informazioni contenute in queste unità includono immagini, mappe, file pdf e video raccolti nel corso degli ultimi mesi dei manufatti e sui siti che sono stati distrutti.

Morehshin Additivst ISIS8

Questi materiali sono stati reperiti attraverso un approfondito processo di ricerca che ha coinvolto archeologi, storici e personale dei musei (dal Museo di Mosul e ad archeologi e storici in Iraq e Iran). Nei prossimi mesi e come passo finale del progetto, questi file stampabili 3D saranno archiviati e disponibili online per il download e per essere usati dal pubblico.

La perdita di opere d’arte del passato di inestimabile valore ha colpito molto anche le persone in Occidente che vedono gli attuali conflitti in corso come ancora molto lontani e con pochi effetti sulle loro vite. Sfortunatamente la stampa 3D oggi può fare poco per riportare le vite e i patrimoni di tutti quegli innocenti che stanno soffrendo nella regione devastata dalla guerra e dal terrorismo. Può, tuttavia, aiutare a rafforzare l’idea che la storia non può essere cancellata e dimenticata.

Morehshin Additivst ISIS3

Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version. Inoltre sono Senior Analyst di SmarTech Analysis, una delle più importanti realtà al mondo attive nella rilevazione di dati e previsioni di mercato relative ai vari segmenti verticali dell'industria della manifattura additiva.

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