Aerospaziale

Arriva l’etichetta “Made in Space”

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L’Europa investe quasi 100 miliardi di dollari all’anno per contribuire alle missioni del’umanità nello Spazio. Non sono tantissimi rispetto ai PIL delle varie nazioni della Comunità Europea ma, soprattutto in tempi di crisi e rigore economico, la gente si chiede a cosa serva davvero mandare gli astronauti (e i robonauti) lassù.

IL VALORE DELLE MISSIONI SPAZIALI
Anche per rispondere a questa domanda, l’ESA, l’Associazione Spaziale Europea, sta pensando a una camapagna per comunicare il valore delle missioni spaziali anche nella vita di tutti i giorni. Molti dei prodotti che usiamo, dalla tecnologia ai tessuti, infatti, sono stati sviluppati per le tute o per le navicelle spaziali. Inoltre, grazie alla condizioni uniche di gravità zero, è possibile testare e sviluppare farmaci e nuovi materiali con maggior precisione.

CREATO NELLO SPAZIO
Per tutti questi prodotti che sono di fatto stati concepiti nello spazio, l’ESA vuole introdurre l’etichetta Made in Space, che, nella visione dell’agenzia diventerà sinonimo di qualità ed innovazione e permetterà a noi “terrestri” di comprendere quanto i viaggi spaziali siano realmente importanti anche per la qualità della vita di tutti i giorni. Prima di poter usare la nuova etichetta, però, l’ESA dovrà probabilmente vedersela, almeno per quanto riguarda i diritti del nome, con la società Made in Space, che produce componenti per l’industria aerospaziale attraverso un processo di additive manufacturing con stampanti 3D.

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Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version.

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