Apre a Cambridge, nel Regno Unito, il primo Raspberry Pi Store

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Raspberry Pi, ovvero l’azienda che ha creato il celebre dispositivo elettronico open source che alimenta molti prodotti fai-da-te (compresi svariati prodotti realizzati o relazionati con la stampa 3D), ha aperto il suo primo Raspberry Pi store a Cambridge, nel Regno Unito. L’obiettivo principale del punto vendita è quello di aumentare la consapevolezza sulle possibilità della programmazione e di quello che gli utenti possono fare tramite essa.

La sola disponibilità online tende a rivolgersi a gruppi specifici che hanno già familiarità con la tecnologia e sanno quello che stanno cercando. Il punto vendita invece, è destinato più a fungere da showroom e potrebbe essere utile per attirare nuovi segmenti di clientela. Si prevede che la città di Cambridge, con appena 12.500 e sede di svariate compagnie hi-tech, possa essere il terreno di prova ideale.

Raspberry Pi store

La Raspberry Pi Foundation offre computer low-cost dalle prestazioni elevate che possono essere usati ai fini dell’apprendimento, della risoluzione dei problemi o, più in generale, per scopi ludici. La fondazione fornisce inoltre assistenza e formazione per favorire l’accesso a programmazione e digital making a un numero sempre maggiore di persone e sviluppa risorse gratuite affinché gli utenti possano acquisire conoscenze sulla programmazione e su come utilizzarla ai fini creativi; in più si occupa della formazione di educatori in grado di fare da guida nell’apprendimento.

Il Raspberry Pi è un computer delle dimensioni di una carta di credito che si collega alla televisione e alla tastiera. Si tratta di un piccolo dispositivo dalle notevoli capacità che può essere usato in progetti elettronici e per molte delle altre funzionalità fornite dai normali PC, come lavorare su fogli di calcolo, file di testo e giocare. Inoltre, è dotato di una scheda video ad alta definizione. Sarebbe bello vedere i ragazzi di tutto il mondo utilizzarlo per imparare come funzionano i computer, come muoversi nel mondo elettronico che li circonda e a programmare.

 

Traduzione: Martina Pelagallo

Autore Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version. Inoltre sono Senior Analyst di SmarTech Analysis, una delle più importanti realtà al mondo attive nella rilevazione di dati e previsioni di mercato relative ai vari segmenti verticali dell'industria della manifattura additiva.

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