About NatNet

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Image

Con mio enorme stupore ho scoperto che solo pochi giorni fa, a Milano, si è tenuta una conferenza (la Frontiers of Interaction Conference) in cui è stato presentato NatNet, spacciato – è il caso di dirlo – per una stampante 3D molecolare o, in altre parole, un replicatore fatto e finito.

NatNet è una community – dal nome sembrerebbe ispirarsi al movimento intorno a RepRap – un’altra community costruita intorno a un’idea per il futuro. Usa un concetto estremo – l’idea di stampare in 3D frutta, caramelle, animali (non si sa se vivi o morti) partendo dalla loro composizione molecolare: al momento però non siamo in grado di replicare matematicamente alcun oggetto a livello molecolare, solo descrivere l’inter struttura molecolare di una pera richiederebbe miliardi di petabyte: ben più di quanto qualsiasi supercomputer sia oggi in grado di gestire.

Visto che però si tratta di un obiettivo che richiederà ancora diversi secoli di sviluppo tecnologico è più probabile che l’unico vero obiettivo sia quello di creare una comunità di persone unite da un sogno comune.

Ovviamente non c’è alcun replicatore ma la campagna creata intorno all’idea di una community unita per costruire un replicatore non è interamente da buttare. Come spesso accade, qui a Milano, siamo molto bravi a marketizzare il nulla. Per questo siamo una delle capitali della moda e le campagne pubblicitarie create da queste parti non sono secondo a nessuna.

Far credere al mondo che una stampante 3D molecolare è alle porte può avere due effetti. Uno, quello positivo, è far capire al pubblico il vero potenziale della manifattura additiva e della stampa 3D: mano a mano che la tecnologia progredirà saremo sempre più capaci di stampare cose sempre più grandi partendo da componenti sempre più piccoli.

L’altro, quello negativo, è oscurare i veri grandi passi avanti che vengono compiuti ogni giorno da veri scienziati. Purtroppo questi enormi passi avanti sono, in realtà, molto piccoli. Dalla Two Photon Polimerization/Lithography per stampare in 3D a livello nanoscopico alla recente scoperta di un gel per stampare tessuti biologici e organi. Si tratta di scoperte che spesso hanno richiesto anni di studio solo per arrivare a un piccolo passo avanti nella direzione dell’obiettivo finale.

Illudersi e illudere che manchi poco al replicatore può essere un bellissimo esercizio mentale ma anche una tremenda perdita di tempo. Ad ogni modo io mi sono iscritto.

Autore replicatore

Da non perdere

AON3D lancia la stampante 3D AON-M2 2020 per materiali ad alte prestazioni

La società di stampa 3D con sede a Montreal AON3D ha lanciato la sua ultima …