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A pranzo con il dott. Nicola Bizzotto, esperto italiano della stampa 3D medicale applicata all’ortopedia

Stampa 3D medicale, un viaggio tra applicazioni reali e sperimentazioni in uno di quei settori più affascinanti e caotici del mondo del 3D printing.

In una cornice naturale meravigliosa incastonata nella costa pugliese, il dott. Nicola Bizzotto, medico chirurgo specialista di ortopedia e traumatologia e chirurgia della mano, si racconta a noi di Roboze per illustrarci le reali applicazioni di oggi nell’ambito della stampa 3D applicata all’ortopedia.

bizzotto ortopediaSpesso quando capita di parlare di stampa 3D nel settore medicale, si fa riferimento a sperimentazioni che si stanno facendo in questi anni indirizzati al raggiungimento di obiettivi futuri, come ad esempio soluzioni impiantabili nel corpo umano e le protesi personalizzate per ogni paziente.

“Questo viaggio con il dott. Bizzotto, ci da conferma di ciò che noi di Roboze sosteniamo sin dalla nostra nascita”, dice la dott.ssa Ilaria Guicciardini, Marketing Manager di Roboze nei panni di intervistatrice. “Abbiamo ingegnerizzato 2 particolari tipi di polimeri termoplastici in grado di dare una soluzione a coloro che oggi hanno bisogno di una tecnologia di stampa 3D per casi concreti che segnano la propria quotidianità.”

Il team R&S di Roboze, infatti, ascoltando la voce del mercato, ha progettato 2 materiali applicabili oggi nel settore ortopedico e della medicina moderna in genere. ULTRA in grado di dare alta risoluzione al pezzo stampato dandogli un effetto ottico che si avvicina alle proprietà del gesso in senso tattile, utile per moke-up indirizzati alla fase di pre-surgery, formazione e servizio al paziente. Il PEEK, nello stato finale di sviluppo completo, per le guide chirurgiche in fase operatoria.

Innanzitutto la ringraziamo per aver accettato il nostro invito. La prima domanda che voglio farle è una curiosità che mi permetta di soddisfare. Come e perché ha deciso di intraprendere la strada delle stampanti 3D?

Sono io che ringrazio voi per questa ospitalità. Il perché è molto semplice ed è legato sostanzialmente alla curiosità. La prima volta che ho incontrato questa mia nuova passione, per l’appunto mi trovavo su strada. Il mio Iphone mi indicò che a 500 mt avrei trovato un service di stampa 3D, il sig. Luciano, così per caso. Era un segnale a cui non potevo non rispondere.

Come utilizza oggi queste tecnologie e quali sono i vantaggi che sta ottenendo?

Personalmente, dopo anni di studio e di esercizio della professione, ho sempre pensato che dovesse esistere una soluzione che mi permettesse di fare maggiore divulgazione del mio settore scientifico e di migliorare la relazione con il paziente.

Oggi la stampa, nel campo ortopedico, serve proprio a questo.

Con uno stampo reale di frattura ossea articolata o standard puoi minimizzare i rischi operatori in fase pre-operatoria, o addirittura in fase chirurgica durante le operazioni più invasive, un modello realistico della parte del paziente. In questo modo puoi anche mostrarlo al paziente rendendolo più consapevole dell’operazione che andrà ad affrontare, nonché può essere utilizzato come strumento di formazione nel mondo dell’educational.

Inoltre guide chirurgiche che, utilizzando materiali coerenti e adatti all’applicazione, possono migliorare le prestazioni in termini di risultati positivi dei chirurghi, in quanto il dispositivo sarà prodotto anatomicamente al paziente.

Come per tutte le nuove tecnologie, anche per la stampa 3D possono esserci ancora dei limiti dati dalla fase post-pioneristica, in cui siamo, dello stato dell’arte. Quali secondo lei possono oggi essere tali limiti?

Dal mio punto di vista i limiti non sono collegati in sé alla tecnologia ma, parlando giustamente e chiaramente di strumenti che andranno a contatto col corpo umano, il mondo della sperimentazione risente di una burocrazia che rallenta i progressi nella ricerca.

Inoltre credo che, vista, sottolineo, l’importanza che può avere la stampa 3D nel futuro andando a modificare i modelli sanitari attuali mondiali, l’argomento abbia una risonanza caotica per tutti quegli appassionati di stampa 3D e tecnologie in genere.

Facciamo un esempio pratico. Lei ci ha gentilmente mostrato due esempi di applicazione reale con due tecnologie diverse. Può spiegarci che cosa sono?

Sono esempi di fratture diverse. La prima si riferisce a quella di un ginocchio, la seconda del radio di una mano. Si possono lavorare con stampanti che usano il gesso sulle quali puoi impostare i colori di un modello facendo distinzione tra cartilagine, tessuto osseo e linee di frattura, oppure usare una stampante 3D a filamento che però sia in grado di rispettare realmente e fedelmente i parametri della TAC del paziente.

Il procedimento infatti parte da una trasformazione di file DICOM, tipico formato da TAC, a STL per poterlo gestire poi con le macchine 3D. Ovviamente questa operazione deve essere fatta da medici, in quanto specializzati in quella applicazione.

Roboze_ Comparison tecnologieCome vede il futuro delle stampanti 3D nella sua applicazione?

Facendo riferimento a quella che è la mia esperienza e al settore in cui esercito la professione, prevedo insieme con l’Università Telematica San Raffaele ROMA e l’AITASIT, associazione di categoria di Tecnici Sanitari di Radiologia Medica, di realizzare il primo corso di stampa 3D nel medicale, partendo da Roma per poi espanderlo in altri contesti italiani, inizialmente avviando un corso dedicato all’ ortopedia e traumatologia. Lo scopo a breve termine è di trasmettere ai Tecnici Sanitari di Radiologia e agli studenti delle Università il know-how adatto al campo delle fratture ARTICOLARI complesse con l’ausilio di una stampante 3D.

Nel lungo periodo, invece, vedo le stampanti 3D in ogni ospedale italiano.

Il dott. Bizzotto si trova in Puglia in quanto ospite del prossimo congresso dedicato al settore, organizzato dalla TSRM Bari-Taranto, dove verranno discussi lo stato dell’arte e gli scenari futuri nell’ambito della stampa 3D nei processi sanitari, occasione in cui Roboze esporrà ai presenti le proprie tecnologie.

Ringraziamo il dott. Nicola Bizzotto per il tempo prestatoci e da questa splendida cornice di Polignano a Mare le auguriamo un buon congresso e una nostra splendida futura collaborazione.

Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version. Inoltre sono Senior Analyst di SmarTech Analysis, una delle più importanti realtà al mondo attive nella rilevazione di dati e previsioni di mercato relative ai vari segmenti verticali dell'industria della manifattura additiva.

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