Il nuovo “Alien: Covenant” sarà all’altezza di quanto presentato nel teaser?

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Chi ha più o meno amato tutti i film della fortunata serie Alien, sarà in trepidante attesa per l’uscita della sesta pellicola,  “Alien: Covenant”, che a giudicare dall’ultimo teaser rilasciato sembra lasciar sperare per il meglio. Questo non solo perché sponsorizza chiaramente un’operazione di  “process-placement” da cui il 3D printing può solo trarre vantaggio, ma anche perché ritrae la direzione che la produzione, compresa quella biologica, sta intraprendendo e il modo in cui il 3D printing ne è indiscussa parte integrante.

Le linee generative che il 3D printing consente in produzione sono quelle della nostra natura ed è singolare come queste linee, parte di tutto ciò che ci circonda, ci appaiano in un certo senso aliene. Si tratta delle forme che daranno vita al futuro della produzione, o almeno di quella parte di futuro che al momento siamo in grado di immaginare.

Il video mostra inoltre il modo in cui gli esperti di effetti speciali stanno prendendo confidenza con le tecnologie di 3D printing  (e anche i giornalisti di design di Core 77, rivista che per prima ha parlato dell’uso del 3D printing nel making of del video, hanno dimostrato di possedere una discreta competenza in merito). Ci sono elementi di fotopolimerizzazione (sebbene si tratti di una fotopolimerizzazione senza supporto o almeno di tipo idrosolubile), di estrusione termica e riferimenti al  bioprinting.

Gli effetti speciali fisici sembrano rimpiazzare seriamente la grafica computerizzata all’interno delle produzioni di alto livello. Alien, insieme a Star Wars e a qualche altra serie, ha stabilito un certo standard qualitativo in termini di alieni malvagi e androidi. Alien: Covenant è il terzo film della serie diretto da Ridley Scott, dopo il capolavoro originale del 1979 e il prequel “Prometheus” del 2012. Ad ogni modo, nel giro di un paio di mesi sapremo se il 3D printing sarà utile al film per stabilire nuovi standard.

Autore Martina Pelagallo

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