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Robotrip, Ecco Come Caracol e WeMake Eslorano la Creatività di un KUKA a Sei Assi

Visitando la fiera Technology Hub che si è tenuta a Milano a cavallo fra il 7 ed il 9 Giugno, era impossibile non notare fra gli stand un grosso robot KUKA a 6 assi con un pennarello “in mano”, intento a scrivere lettera per lettera un piccolo testo, sopra il quale svettava un titolo altrettanto ambiguo: Robotrip. 

La seconda edizione del Technology Hub, che si è tenuta presso Fiera Milano City, racchiude tutte le più importanti novità riguardanti la manifattura additiva, i droni, l’IoT e la robotica e che punta ad essere un canale di riferimento per la comunicazione fra professionisti, imprese e startup che lavorano in quest’ambito.

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È interessante notare come nell’edizione di quest’anno molte realtà – soprattutto le più giovani – abbiano sfruttato il palcoscenico milanese non solo per introdurre nuove tecnologie, strumenti o prodotti, ma anche per proporre idee, concetti e sfide che saranno senz’altro protagoniste di nuovi dibattiti e questioni riguardo la fabbricazione digitale negli anni avvenire. In particolar modo un progetto presentato in anteprima durante la fiera, ha catturato l’attenzione proprio per il suo alto livello di provocazione.

Robotrip è lo strano nome scelto da Caracol Design Studio e Wemake Makerspace per il loro progetto di ricerca sperimentale, nato circa agli inizi di Aprile, riguardo l’applicazione robotica nel mondo dell’arte, del design e dell’architettura.

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Molte persone, avvicinandosi incuriosite, si sono chieste perché utilizzare una macchina così prestazionale come un robot antropomorfo semplicemente per scrivere. La risposta può essere tanto inaspettata quanto spiazzante: secondo Caracol e Wemake, la massima potenzialità di un robot può essere raggiunta proprio all’interno dell’industria creativa, piuttosto che nell’industria di produzione di massa, dove attualmente (e forse limitatamente) sono utilizzati la stragrande maggioranza dei robot.

La scrittura non è stata nient’altro che una provocazione romantica messa in scena per tracciare e sbandierare lo start di questo progetto di ricerca. Non a caso, il piccolo testo –qui riportato- era stato presentato come il “manifesto” del progetto.

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“Connetti i punti della nebulosa post industriale e organicamente tessi la struttura sensibile della robotica applicata all’arte.

Sinapsi digitali generano sistemi di crescita computazionale e vengono plasmati in espressioni materiche atipiche, inedite.

Semplici codici subordinano meccanismi complessi che l’arto meccanico delicatamente esegue; obbediente nella sua danza programmata esso disegna nello spazio.

Supporti antroporfi interpretano bit ed estrudono atomi.

Metti a sistema il non standard, rinnega la serialità di massa, alienante ed alienata.

L’era industriale è giunta al suo termine, la robotica si fa umana ed artigianale.”

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I concetti espressi poeticamente in questi versi rappresentano i postulati di un nuovo modo “postindustriale” di pensare il progetto, che va molto oltre la scrittura di un testo, dove le tecnologie che solamente una decina di anni fa erano accessibili soltato a esperti programmatori ed impiegati esclusivamente in ambiti chiusi industriali, hanno ora la possibilità di rinascere sotto forma di veri e propri arti meccanici a completa disposizione di architetti, designer e creativi in generale, grazie ad una accessibilità e semplificazione di interfaccia software (ed all’open source!) senza precedenti. Programmi come Grasshopper e KUKA|prc per esempio, permettono la generazione di lavorazioni paradossalmente molto più complesse, anche a livello di codice, che sfruttano il robot in una forma completamente nuova ed inesplorata.

Quali sono gli step concreti che Caracol e Wemake hanno in programma ora?

Robotrip nasce con il preciso scopo di studiare e parallelamente promuovere questi nuovi campi di applicazione e creare di conseguenza un nuovo set di strumenti applicabili ai terminali robotici che abbiano il compito di traslare effettivamente la dimensione in cui i bracci antropomorfi agiscono: holder per pennarelli, per frese, per estrusori di materiali e quant’altro… Faro guida del progetto è l’applicativo ultimo di questi strumenti, che dovrà risultare intelligente e sensato sia dal punto di vista della sostenibilità, che da quello economico.

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L’obiettivo finale è ambizioso: automatizzare il non standard, in ogni sua forma costruttiva possibile, come precisato durante la Talk pubblica sempre alla Technology Hub. Un percorso che è solamente all’inizio, ma che può senza dubbio riservare grosse sorprese e rappresentare una evoluzione nel campo della progettazione, che diverrebbe automaticamente più coscienziosa, sostenibile e vantaggiosa, dove tutto il lavoro viene programmato anticipatamente via software, testato ed ottimizzato caso per caso grazie alla enorme quantità di dati sensibili ai quali i progettisti hanno finalmente accesso, ed eseguito infine dall’arto meccanico.

Caracol e Wemake inoltre collaborano quotidianamente per formare una valida community che prenda parte attivamente al progetto, organizzando e partecipando a workshop ed eventi di vario genere, proprio per diffondere questo nuovo filone di pensiero.

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Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version. Inoltre sono Senior Analyst di SmarTech Analysis, una delle più importanti realtà al mondo attive nella rilevazione di dati e previsioni di mercato relative ai vari segmenti verticali dell'industria della manifattura additiva.

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