3eco ricicla plastica per la stampa 3D prima che diventi troppa

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Con la crescita dell’adozione della stampa 3D professionale low cost e casalinga, aumenta inevitabilmente anche la quantità di plastica usata. Mentre queste quantità impallidiscono di fronte all’enorme consumo di plastica dei prodotti realmente di massa, in molti casi, la stampa 3D sta rapidamente trasformando la possibilità di creare nuovi prodotti in una ragione per consumare ancora più plastica.

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Prima che questo accada, il progetto 3eco, dello studio TryeCo 2.0, vuole implementare un serio programma di riciclo della plastica mirato alla produzione di filamenti di alta qualità. Mentre TryeCo è stato uno dei primi studi di design in Italia a sviluppare seriamente le tecnologie di stampa 3D, questa idea non è completamente nuova, visto che parecchi progetti sono già stati messi in pista per raggiungere proprio questo obiettivo.

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Recentemente, ho avuto l’opportunità di parlare con i fondatori di Better Future Factory per quanto riguarda i loro primi filamenti di PET e ABS riciclati disponibili sul mercato. Comunque, il progetto 3eco vuole portare questo approccio a un livello successivo aumentando la consapevolezza nel grande pubblico della necessità di un approccio di riciclo diverso che non separi solo la plastica dagli altri materiali ma che separi anche i diversi tipi di plastica.

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Le plastiche riciclate di 3eco sono disponibili sia come pellet sia come filamenti da estrusione: entrambi sono dotati di imballaggi di cartone e bobine. I materiali già disponibili includono polietilene ad alta e bassa densità (HDPE and LDPE), polipropilene (PP), polistirene (HIPS), e anche ABS e PLA. Il team al lavoro sul progetto 3eco project include Matteo Fabbri per la ricerca e l’amministrazione, Roberto Meschini per Ricerca e sviluppo e gestione del marchio, e Federico Balboni per le attività di marketing.

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Sfruttando un partner attivo da oltre 50 anni nel riciclaggio delle materie plastiche, 3eco vuole cominciare a puntare sui rifiuti urbani, dove viene riciclato solamente il 3% dei 240 milioni di tonnellate di plastica consumate annualmente. Il passo successivo sarà il riciclo delle plastiche dal suolo, dove si stima che un miliardo di tonnellate di plastica si sia accumulato a partire dagli anni ‘50. Infine, 3eco punterà agli oceani e agli oltre 5 milioni di oggetti di plastica che vengono gettati in mare ogni giorno.

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I produttori di plastica e filamenti stanno cominciando a fare i conti con una realtà inconfutabile: poiché la richiesta di stampanti 3D e di parti stampate in 3D è in crescita, siamo di fronte a una scelta. O incrementare l’uso globale di nuove plastiche, aumentando così l’inquinamento e la presenza di C02 nell’ ambiente, o sviluppare nuove strade per sviluppare pellet e filamenti di plastica di alta qualità da plastiche riciclate, riducendo così efficacemente il bisogno di nuova plastica e l’inquinamento che inevitabilmente ne conseguirebbe.

A me, questa non sembra affatto una scelta.

Autore Katerina

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