16 società dell’AM si uniscono per standardizzare l’utilizzo della stampa 3D in differenti settori

È possibile collegare fino a cinque macchine per la fusione selettiva del laser SLM®800 di grande formato a un SLM®HUB per operazioni completamente automatizzate, movimentazione delle polveri e disimballaggio.
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Lo scorso gennaio 11 società specializzate nel campo della manifattura additiva hanno deciso di unire le forze per creare degli standard univoci per utilizzare la stampa 3D in settori chiave come quello del gas, del petrolio e dell’industria marittima. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo, sono stati avviati due Joint Innovation Projects (JIP) complementari, volti allo sviluppo di linee guida – e di un modello economico di accompagnamento – per la produzione additiva di pezzi di ricambio metallici qualificati e funzionali .

L’iniziativa si è ampliata velocemente, fino a raggiungere il numero attuale di 16 partner che lavorano fianco a fianco su due differenti programmi. Attualmente, le società partecipanti alle JIP sono Equinor, BP, Total, Kongsberg, OCAS, Ivaldi Group, TechnipFMC, Siemens, Voestalpine, Vallourec, Aidro, Additive Industries, Quintus, HIPtec, Advanced Forming Research Center dell’Università di Strathclyde e gli esperti di SLM Solutions.

In particolare, SLM Solutions supporta i progetti fornendo la sua competenza tecnica nella produzione additiva, con un focus specifico verso l’implementazione della tecnologia Selective Laser Melting. Giulio Canegallo, Direttore Business Development Energy di SLM Solutions, ha spiegato che: “Il nostro obiettivo è rendere la tecnologia SLM più nota nel settore e aumentare la sua applicazione attraverso standard uniformi“.

Le linee guida pratiche saranno rese disponibili entro giugno 2019 e forniranno un quadro completo per garantire che le parti metalliche prodotte tramite la tecnologia di fusione laser selettiva siano conformi alle specifiche dei settori interessati. Per il progetto saranno prodotte a cinque parti pilota che avranno lo scopo di validare, in termini di ripetibile e di qualità, tutti i passaggi necessari per la produzione e l’applicabilità delle linee guida durante la produzione di queste parti pilota.

Inoltre, sempre nel giugno 2019, verrà pubblicato uno strumento di business completo che aiuterà le aziende a determinare l’impatto economico dei pezzi di ricambio realizzati tramite la stampa 3D e il risparmio ottenibile utilizzando questa tecnologia rispetto ai metodi di produzione tradizionali. Non ci resta che aspettare qualche mese per vedere quali saranno i frutti di questo ambizioso progetto e quale impatto avrà in settori, per certi versi, complicati come quello del gas, del petrolio e dell’industria marittima.

Autore Matteo Maggioni

Laureato in Scienze Giuridiche presso l’Università degli Studi di Milano, nel corso degli anni Matteo si è specializzato nel mercato delle New Technologies, concentrandosi particolarmente sul mercato della stampa 3D e sulle sue possibili applicazioni nel mondo dell'Industria 4.0.

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